Corsica – Wikipedia

La Corsica (in corso e italiano: Corsica ; in ligure: Corsica) è un'isola situata nel Mar Mediterraneo e un'unica comunità territoriale francese.

Quarta isola più grande del Mar Mediterraneo, la Corsica fu annessa alla Repubblica di Genova per quasi quattro secoli prima di una breve indipendenza come regno di Corsica da al mese di . Nel 1755 adottò la prima costituzione democratica della storia moderna e per la prima volta concesse parzialmente il diritto di voto alle donne. Il , fu ceduta dalla Repubblica di Genova alla Francia, anche se Genova ha avuto solo un controllo limitato sull'isola dalla dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Corsica nel 1755. Fu conquistata militarmente dal Regno di Francia nella battaglia di Ponte Novo, il , ma oggi l'isola ha ancora un forte legame culturale con l'Italia e, in particolare, con la Liguria.

Reparto unico con la creazione dei dipartimenti nel 1790, la Corsica fu divisa in due nel 1793 con la creazione dei dipartimenti del Golo e del Liamone. Divenne di nuovo parzialmente indipendente sotto il protettorato britannico dal 1794 al 1796 con la creazione del Regno anglo-corso. Nel 1796 la Corsica fu definitivamente francese e poi riunificata nel 1811 in un unico dipartimento, poi nuovamente divisa nel 1975 con la creazione dei dipartimenti di Haute-Corse e Corse-du-Sud. La regione della Corsica è stata creata nel 1982 (come comunità) e ha acquisito nel 1991, a seguito di esigenze locali, uno statuto di comunità a statuto speciale chiamato "comunità territoriale della Corsica".

Infine, poiché il , ai sensi del legge sulla nuova organizzazione territoriale della Repubblica del , la Corsica è una comunità a statuto speciale ai sensi dell'articolo 72 della Costituzione, del tipo di autorità territoriale unica, denominata "Comunità di Corsica" e costituita al posto dell'autorità territoriale della Corsica e dei dipartimenti del Sud e Haute-Corse (come comunità). I distretti amministrativi dipartimentali di Corse-du-Sud e Haute-Corse, territori per l'esercizio dei poteri statali, rimangono invariati, con le prefetture rispettivamente di Ajaccio e Bastia.

La Corsica conta 350.273 abitanti nel 2021 secondo le stime INSEE, anche se l'ultimo numero ufficiale è di 338.550 abitanti al . Questa bassa popolazione rende l'isola il territorio meno popolato Francia metropolitana.

Toponomastica: "Corsica" e "Cyrnos"[[modificare | cambia il codice]

Esistono molte leggende sull'origine del nome dato all'isola di Corsica. Tra i più tenaci, colei che vuole che i greci la chiamino Kallistê (in greco antico Καλλίστη: "la più bella") e che ormai si sa essere falsa[[N 1].

Gli storici hanno scritto:

  • "Ci assicurano gli autori antichi, e nella leggenda che ci hanno tramandato appare senza dubbio una realtà precisa." Una donna della costa ligure, vedendo una giovenca allontanarsi e tornare molto grassa, si è consigliata di seguire l'animale nella sua strana e lunga corsa. A causa della terra sconosciuta che aveva appena scoperto, i Liguri vi passarono molti dei loro compagni. Questa donna si chiamava Corsa, donde il nome della Corsica. Questa è la leggenda omonima che troviamo all'origine di tutte le città antiche; ma è di formazione recente, poiché il primo nome dell'isola è Cyrnos e non Corsica.
La difficoltà era non mettere in imbarazzo i vecchi editorialisti, grandi amanti del meraviglioso e abituati a non dubitare di nulla. Ci sono altre leggende, e più prestigiose, se non meno stravaganti. Si dice che un figlio di Eracle, Cirno, abbia colonizzato la Corsica dandole il suo nome. Giovanni della Grossa crede che la Corsica fosse abitata da un cavaliere troiano, detto Corso o Cor, e una nipote di Didone, di nome Sica, che Corso costruì le città dell'isola e diede loro i nomi dei suoi figli e sono nipote, Aiazzo, Alero, Marino, Nebbino. Così la Britannia ebbe il suo Bruto, la Francia il suo Franco, e la Corsica il suo Corso, nipote di Enea».[[1].
  • "L'isola della Corsica, nominata." Cyrnos dai Greci, era bagnata a nord dal Mar Ligure (Ligusticum mare), ad est dal Mar Tirreno, a sud dallo Stretto di Taphros o Gallicum che lo separava dalla Sardegna (Sardegna), a ovest del Mar Iberico »[[2].
Più tardi, nel suo studio sull'occupazione dell'isola, Xavier Poli scrive: "L'unico testo su cui possiamo fare affidamento, per avanzare che i libici occuparono la Corsica, è di Focidio di Pausania, che scrisse in IIe secolo della nostra era: "Non lontano dalla Sardegna è un'isola chiamata dai greci". Cyrnos e dal Libici che ci abitano Corsica ». Non poca parte della popolazione, schiacciata in una sedizione, passò da quest'isola a quella della Sardegna e scolpì nella montagna un territorio dove si stabilì. I sardi chiamano questi emigranti con il nome che portarono dal loro paese, la Corsica"[[3].
"La leggenda è più precisa, Sardus figlio di Ercole e mitico fondatore della Sardegna avrebbe avuto un fratello Cyrnos. Alla testa di un grande esercito di libici, entrambi avrebbero lasciato l'Africa per stabilirsi, il primo in Sardegna, il secondo in Corsica, dando il nome alle due isole.[[2].
Secondo Tolomeo "L'isola di Cyrnos, che è anche chiamata." Corsica (varianti: Corsa, Corsi, Corsia), è delimitata a nord e ad ovest dal Mar Ligure, a est dal Mar Tirreno, a sud dal mare che la separa dall'isola di Sardegna…”[[2].
E Xavier Poli per concludere: "Fu da Calcide, la città principale dell'Eubea, che partì la più antica colonia che la Grecia mandò in Occidente; andò a fondare Cumes tra i XIe et VIIIe secoli aC J.-C.. Sappiamo che uno dei punti nel territorio di Carystos, una delle città più belle dell'Eubea, si chiamava Cyrnos. Quindi sembrerebbe probabile che Corsica fu battezzato Cyrnos dai coloni di Cumes; ma bisogna anche dire che Cyrnos è un nome proprio dell'uomo che troviamo in Erodoto e in Stobea».[[2].
  • Da parte sua, nel suo libro Storia della Corsica dall'antichità ai giorni nostri pubblicato nel 1839, Camille De Friess-Colonna si esprime così: "Nessuno storico ha finora fornito un'etimologia soddisfacente dei nomi di Cyrnos e di Corsica. Alcuni dicono che Cirno fosse figlio di Ercole, che diede il nome alla terra che conosciamo. Gli altri, e Samuel Bochard è di questo numero, affermano che il nome Cyrne significa, in lingua fenicia, coperto di foreste, questo nome deve essere stato imposto all'attuale Corsica dai viaggiatori fenici, che rimasero colpiti dalla ricchezza delle sue foreste.
Per quanto riguarda il nome della Corsica, ci sono anche storici che vogliono che sia stato dato alla Corsica da corso, figlio di Ercole; Bochart lo fa derivare da un vocabolo fenicio, che significherebbe cornuto, nome che gli sarebbe stato imposto per i tanti promontori che avanzano sulla punta del mare, e le alte vette che si vedono da lontano, prima di raggiungerlo. Filippini riporta due versioni, che crediamo di dover qui trascrivere, per mostrare fino a che punto può spingersi la mania delle etimologie. Ecco la prima: una donna ligure, chiamata Corsica, dopo aver seguito un toro che andava a nuotare in una terra sconosciuta, fu raggiunto dai suoi genitori, i quali, giunti sulle sue orme in un paese di bell'aspetto, e dove i pascoli erano ottimi, vi si stabilirono e chiamarono questo paese Corsica , dal nome della donna che li aveva attratti. La seconda è che un nipote di Enea chiamato corso, dopo aver rapito una nipote di Didone, chiamò Sica, fuggì nell'isola a cui diede il nome di Corsica. »[[4],[[5].

"L'isola di Cyrnos, che i romani chiamano Corsica, è un paese orribile in cui vivere, data la natura aspra del territorio e la quasi assoluta mancanza di strade percorribili, che rende le popolazioni confinate in montagna e ridotte a vivere di brigantaggio, più selvagge delle belve. Ciò d'altronde si può verificare senza lasciare Roma, perchè spesso capita che i generali romani facciano razzie nell'isola, assaltino inaspettatamente alcune delle fortezze di questi barbari, e così portino via un gran numero di schiavi; si può allora osservare da vicino la strana fisionomia di questi uomini feroci come bestie dei boschi, o stolti come bestie, che non sopportano di vivere in schiavitù, o che, se si rassegnano a non morire, sono stanchi della loro apatia e insensibilità al i padroni che li hanno comprati, al punto da farli pentire di quanto poco gli siano costati. Ci sono però alcune porzioni dell'isola, che sono strettamente abitabili, e dove ci sono anche alcune piccole città, come Blésinon, Charax, Eniconiæ e Vapanes. »

– Strabone, liv. V, cap. II, 7. – Traduzione d'Amédée Tardieu

Cartina geografica della Corsica.

Foto satellitare della Corsica (NASA).

È lunga 180 km da nord a sud e larga 82 km. La sua superficie è 8,680 km2.

Sito e situazione[[modificare | cambia il codice]

La Corsica si trova nel bacino occidentale del Mar Mediterraneo, a 12 km nord della Sardegna, 83 km a ovest del Toscana e 171 km a sud-est di Mentone, in Costa Azzurra. Isola piuttosto boscosa e montuosa, la sua costa meridionale è formata da alte scogliere (Bonifacio).

La distanza più breve da percorrere tra la Francia continentale e l'isola, da Capo Martin (Alpi Marittime) fino alla punta della Revellata (vicino a Calvi), è 164 km. L'isola si trova all'83 km dell'Italia continentale e al 27 km delle isoleArcipelago Toscano (Capraia).

Parte della regione geografica italiana, la Corsica si trova con la Sardegna su una micropiastra continentale. Fu durante l'Oligo-Miocene (a metà del Cenozoico tra circa 22 e 25 milioni di anni fa) che il blocco corso-sardo e la fascia continentale si allontanarono gradualmente dal blocco iberico, aprendosi alle spalle il bacino provenzale. Mar di Alboran, Bacino Algerino e Mar Tirreno[[7]. La dinamica cessa con il blocco dell'arco contro i domini esterni, pugliesi e africani[[8],[[9].

La distanza[[10] tra la punta settentrionale (isola della Giraglia) e la punta meridionale (isole Lavezzi) della Corsica è di 184 chilometri[[11],[[8]. Si tratta di 83 chilometri tra le estremità orientale (Alistro) e occidentale (Isola del Gargalo).

Di seguito le principali città e villaggi dell'isola:

Clima[[modificare | cambia il codice]

Il clima della Corsica costiera sarebbe mediterraneo secondo la classificazione di Köppen. Nell'entroterra e nelle principali catene montuose il clima varia da montuoso ad alpino a causa dell'aspra topografia dell'isola.

Ambiente[[modificare | cambia il codice]

Sebbene molti endemismi siano scomparsi durante o poco prima della preistoria, rispetto alla terraferma e alle isole bretoni, la Corsica gode di un ambiente relativamente preservato, sia a terra che sulla costa e in mare.

L'isola ospita un parco marino internazionale, riserve naturali (da Scandola, Finocchiarola, Biguglia, Cerbicale, Bouches de Bonifacio e Tre Padule de Suartone) e il Parco Naturale Regionale della Corsica, e aree comunitarie per gli uccelli. Un Conservatorio degli Insetti della Corsica mira a conservare le specie del patrimonio e la biodiversità ordinaria.

Il rischio di incendio è una minaccia per la biodiversità, mentre (nel 2006) oltre il 50% dei danni deriverebbe dal 12% degli incendi legati alle pratiche di manutenzione dei pascoli o dei sentieri e alle aree di caccia. Si dice che il 15% degli incendi sia dovuto a fulmini, ma sono responsabili solo dell'1% della distruzione (superficiale). Durante l'ondata di caldo del 2003, quasi 20.000 ah bruciato con circa 500 fuochi[[14], il problema degli incendi potrebbe aumentare con il riscaldamento globale. La foresta copre 402.000 ettari in Corsica.

Nel 1972 ebbe luogo l'affare del fango rosso, che coinvolse la società italiana Montedison, che versò biossido di titanio al largo di Cap Corse e causò fango rosso.[[15].

L'Assemblea della Corsica (legge del ) gode di una competenza speciale in materia ambientale, con un Ufficio dell'ambiente della Corsica[[16] e un osservatorio ambientale.

A seguito dell'adozione dello SDAGE su dall'Assemblea della Corsica per il periodo 2016-2021, il comitato di bacino e la comunità territoriale della Corsica indicano in un comunicato congiunto che "La Corsica ha il miglior punteggio di fiume in buone condizioni in Francia" più di "Alcune popolazioni rurali stanno ancora aspettando acqua potabile di qualità e servizi igienico-sanitari efficienti"[[17].

Regolarmente, nel canale della Corsica si formano grandi concentrazioni di rifiuti plastici che galleggiano in mare, a volte stimate in diverse migliaia di tonnellate, prima di essere disperse dalle correnti.[[18].

Inquinamento[[modificare | cambia il codice]

Nel 2021, come indagine sulle cause dell'inquinamento, presumibilmente legato al degassamento illegale di una nave, le spiagge del Sud sono state colpite da questo inquinamento. Navi specializzate della marina nazionale hanno effettuato la pesca in mare di oltre 3 tonnellate di idrocarburi[[19].

Preistoria[[modificare | cambia il codice]

Nel suo studio sulla Corsica, dalle origini alla cacciata dei Saraceni[[2], Xavier Poli si propone di risalire alle fonti, di raccogliere tutti i testi di scrittori greci e romani, e tutte le iscrizioni di interesse per la Sardegna in generale, e per la Corsica in particolare. Inizia il suo libro con queste parole:

"Le dotte ricerche del capitano Ferton, del comandante Caziot, del dottor Deperet e del dottor Caujolle e del professor Testut ci fanno conoscere lo scheletro dell'uomo in quei tempi remoti e gettano una base sicura per una domanda che non può non entusiasmare". spiriti che interessano la storia della Corsica.

Si dice che la razza neolitica corsa fosse piuttosto numerosa. Per il cranio allungato e subdolicocefalico, per la linea ruvida e piuttosto prominente del femore incarnato, per la tibia notevolmente platicnemica, lo scheletro ritrovato presenta i principali caratteri della razza neolitica dell'Europa occidentale.

Quest'uomo, aggiunge il signor Ferton, usava per la fabbricazione delle sue armi e strumenti, non solo le rocce del paese: selce, quarzo, e varie rocce dei terreni granitici, ma anche ossa di animali, e una roccia straniera. alla Corsica, l'ossidiana, che doveva ricevere da Monte-Arci, in Sardegna. … I rapporti commerciali mantenuti a Bonifacio, con i popoli della Sardegna, il costoso uso che vi si faceva dell'ossidiana, nonostante fosse conosciuta ed utilizzata la selce del paese, di pari valore, permettono di ipotizzare che il Bonifacio neolitico fosse un immigrato dalla Sardegna , forse dall'Africa. »

E per continuare: "La conclusione del capitano Ferton rimarrebbe senza risposta se si dimostrasse, dopo serie ricerche, che l'ossidiana non si trova in Corsica dove si trovano rocce di origine vulcanica". »

La frequentazione dell'isola da parte degli uomini è stimata in -10.000.Intorno a -6500 la presenza umana su tutta l'isola lascia tracce con la Dama di Bonifacio, ea Capo Corso a Pietracorbara. La civiltà proto-corsa ebbe inizio nel -5000, proveniva da insediamenti la cui origine è ancora incerta. La Corsica a quel tempo avrebbe conosciuto l'influenza e la popolazione della Liguria e dell'Iberia. Alcuni menzionano anche la possibile presenza di popolazioni del Nord Africa (Libia) in questo periodo. Nel -1500 / -1300 iniziò la civiltà Torreian ei Korsi svilupparono la costruzione di statue menhir (Filitosa) e torri.

antichità[[modificare | cambia il codice]

Nel VII secolo a.C. d.C., gli Etruschi si stabiliscono in Corsica[[modificare | cambia il codice]

Nel , meno Gli Etruschi, stanziati in Toscana nel -780, commerciavano con i Vanacini, popolo di Capo Corso che lavorava il ferro e coltivava la vite e il grano. Quasi cinquant'anni dopo, in , meno I Cartaginesi stabilirono controparti in Corsica, commerciando con Cagnano. Nel , è il turno del I Focesi si stabilirono fondando Alalia, la città del sale (l'odierna Aleria). Trent'anni dopo, in , gli Etruschi di La Toscana alleata con i Cartaginesi caccia i Focesi dalla Corsica dopo una lunga battaglia navale in cui i Focesi perdono una sessantina delle loro navi. Questa battaglia segna il crollo della talassocrazia focese. I corsi usano l'alfabeto che portano.

Nel V secolo a.C. d.C., i Greci si stabiliscono in Corsica[[modificare | cambia il codice]

Nel , meno I Siracusani di Sicilia guidati da Gelone scacciano gli Etruschi. Apelle, ammiraglio di Siracusa, fonda Siracusano Porto (attuale Porto Vecchio). Nel , Denys (Dioniso) ioehm, tiranno di Siracusa e successore di Gelone, decide di annientare le pretese puniche su tutto il Tirreno. Per questo occupa le piccole isole, le roccaforti della costa orientale e fa di Siracusano Porto una base avanzata che utilizza per monitorare le aree circostanti. Un secolo dopo (), i Cartaginesi, coadiuvati da mercenari torrenti già in servizio nei ranghi dell'esercito dal Ve secolo av. J.-C., caccia i Siracusani.

Nel III secolo a.C. d.C., i Romani conquistano la Corsica[[modificare | cambia il codice]

Nel , a seguito di una decisione presa cinque anni prima all'inizio del Prima guerra punica, i romani si imbarcano alla conquista della Corsica. A capo di una grande flotta, Lucio Cornelio Scipione, sorprende Alalia di notte. All'epoca sembrerebbe che la città fosse libera, popolata sia da Etruschi che da Cartaginesi. Scipione la brucia e la rinomina Aleria.

Nel , durante una seconda spedizione romana guidata da Tiberio Gracco, la Corsica si riunisce alla Sardegna e diventa la provincia romana della Corsica-Sardegna. I corsi trattati come sconfitti e non "liberati" si ribellarono. Tre anni dopo, una quinta spedizione romana in Corsica fu guidata da Spurius Carvilius Maximus Ruga. Secondo il Annali Romani, si dice che un giovane romano di nome Cristinus abbia dato la vittoria a Carvilius in . Nel , nuova rivolta. Questo periodo di guerra finisce in con il " pace romana”.

La città di Mariana (a sud dell'odierna Bastia) fu fondata nel 105 a.C.

Fonti[[modificare | cambia il codice]

Riferendosi alla Corsica, gli antichi scrittori sono unanimi nel rappresentare l'uomo – a immagine della natura che lo circonda – come ostile.[[20] :

"L'isola di Cyrnos è conosciuta dai romani come Corsica." La vita è miserabile ovunque, la terra è solo roccia, la maggior parte del paese è totalmente impenetrabile. Perciò i banditi che occupano queste montagne e vivono di preda sono più selvaggi delle bestie feroci. A volte i generali romani vi fanno delle incursioni, e dopo averli sconfitti riportano moltissimi schiavi, e Roma allora vede con stupore quanto si preoccupino della bestia e della bestia. In effetti, si lasciano morire per il disgusto della vita, o superano il loro proprietario a tal punto con la loro apatia e insensibilità da fargli pentire del suo acquisto, così poco che ha speso. Ci sono tuttavia alcune parti dell'isola che sono, a rigor di termini, abitabili, e dove si trovano anche alcune piccole città, come Blésinon, Charax, Eniconiae e Vapanes».

– Strabone, Geografia, V, II, 7

Alto Medioevo[[modificare | cambia il codice]

Nel 455, l'invasione dei Vandali, che conquistarono l'Africa romana, segnò la fine dell'occupazione romana. Compaiono anche i primi focolai di malaria. Sotto il dominio vandalico (455-534), la Corsica servì come luogo di retrocessione per i vescovi africani ostili ai Vandali che furono esiliati nell'isola per tagliare la legna per la costruzione navale.[[21].

Durante l'aprile 534, le truppe bizantine[[N 2] del generale Belisario, conquistatore del regno vandalico d'Africa, scacciano i Vandali dalle isole del Mediterraneo occidentale, Corsica compresa. Questa vittoria bizantina dà inizio all'occupazione bizantina dell'isola.

Nel 550 gli ostrogoti di re Totila, in guerra con l'impero bizantino, compirono diverse incursioni nell'isola.

Durante il periodo 585-590, l'isola fu integrata nell'esarcato di Cartagine.

Papa Gregorio Magno si oppone alla politica dell'imperatore bizantino Maurizio ioehm in Corsica e in Italia nel 590, l'imperatore ostile al riavvicinamento tra il Papato e i Longobardi[[22].

I Longobardi invasero l'isola nel 725 e la presero dai Bizantini. I Longobardi avrebbero introdotto nell'isola i feudi, un sistema di vendetta privata di origine germanica che portò alla vendetta[[23],[[24].

Verso la metà del VIIIe secolo i Longobardi lasciano, l'Impero Bizantino, che controlla solo la costa dell'isola, recupera il suo nord; nello stesso tempo i Saraceni si impadronirono del sud[[25].

La leggenda del principe romano Ugo Colonna risale al 771, sarebbe stato inviato nell'isola da papa Stefano III con 1.000 fanti e 200 cavalieri, e cacciato i Saraceni dal " Re Negolone Dopo trent'anni di lotta. Nello stesso anno, le guarnigioni dell'imperatore romano d'Oriente" Caballino Perdere definitivamente la Corsica settentrionale ai Franchi sostenuti dai papi.

Nel 774, il re dei Franchi Carlo Magno, divenuto re dei Longobardi, cedette la Corsica al papato. Se il papato ha teoricamente la sovranità dell'isola, non può permettersi di difenderla.

L'anno 806 segna una nuova incursione saracena: una flotta comandata dal conte franco di Genova, Adhémar[[26],[[27] viene inviato da Pipino d'Italia a difendere l'isola. Fu da questa vittoriosa spedizione contro i Saraceni che i Genovesi trassero i loro diritti di sovranità sulla Corsica.

Nell'807 ci fu un'incursione di musulmani dalla Spagna; vengono sloggiati da un certo Burchard, un poliziotto inviato da Carlo Magno. Attorno a Porto-Vecchio si svolge una battaglia navale che costa agli invasori tredici navi e migliaia di morti.

L'Annalista di San Bertin di Sithiu scrive che nell'809 "i Mori, che lasciarono la Spagna, invasero la Corsica e il sabato di Pasqua distrussero una città dove lasciarono sopravvivere solo il suo vescovo e alcuni vecchi e infermi". Questa città potrebbe essere Aleria.

L'imperatore d'Occidente Ludovico il Pio, uno dei figli di Carlo Magno, mandò suo figlio Lotario in Corsica nell'825, e poi nell'828, il conte Bonifacio II di Toscana, per scacciare i Mori. Quest'ultimo, dopo aver riconquistato quasi tutta l'isola, inseguì i Mori in Africa. Fondò Bonifacio nell'830.

A quel tempo, le zanzare anofele venivano introdotte nelle lagune dell'isola e trasmettevano la malaria.[[28], i Corsi fuggono dalle coste e raggiungono la montagna, altri si imbarcano per l'Italia. Molti di loro sono accolti alla fine del IXe secolo da papa Leone IV (845-857), che li installò nella città fortificata di Porto, a poche centinaia di metri dal porto sabbioso di Ostia, alla foce del Tevere[[29].

Nell'846: Abu Abbas Muhammad I, emiro d'Africa Aghlabide, invade l'Italia meridionale e saccheggia Roma. L'Italia meridionale, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica passarono sotto il controllo degli Aghlabidi.

Con l'appoggio dei Fatimidi, i Siciliani si ribellarono e rovesciarono lo stato Aghlabid nel 909. Dichiararono la loro obbedienza ai Fatimidi. Lo stato degli Aghlabidi sopravviverà solo sull'isola di Malta.

L'anno 1014 segna l'ultima incursione saracena dell'emiro Abu Hosein Mogehid, sconfitto da una flotta pisano-genovese.

Periodo di Pisa, Aragona e Genova[[modificare | cambia il codice]

Dal momento che Xe secolo i Marchesi Obertenghi detengono probabilmente diritti sulla Corsica a causa del loro titolo di Conte della Città di Luni a cui l'isola è annessa. Il papa cedette la Corsica, per un canone annuo di cinquanta lire sterline, moneta lucchese, al Repubblica di Pisa[[30].Nel 1018 arriva in Corsica il Marchese di Massa[[31].

Nel 1077 Gregorio VII tentò di riconquistare la Corsica dal suo vicario Landolfo, vescovo di Pisa. Lo incaricò di riorganizzare le diocesi dell'isola. Dal 1077 al 1092, nell'ambito della riforma ecclesiastica, fu costituita una rete religiosa del territorio attraverso una rete di parrocchie.

Poi, nel 1091, papa Urbano II infeuda la Corsica a uno dei successori di quest'ultimo, Daiberto. Urbano II nominò poi arcivescovo Daibertus vescovo di Pisa, nel 1092 divenne metropolita-sovrano delle sei diocesi corse: Nebbio, Mariana, Accia, Sagone, Ajaccio e Aléria.

Nel 1095 compare il Marchese Ugo con il titolo di Marchese di Corsica ed esercita autorità su tutta l'isola[[32], morì probabilmente poco dopo il 1124, senza discendenti diretti[[32].

Le catholicisme influe sur la Corse: la cathédrale de Mariana est en consacrée en 1119. Sous l'influence de l'Église, les morts jusque-là enterrés aux bords des routes, sont inhumés autour et dans les églises à partir de 1130. Puis, en 1133, les évêchés sont séparés en deux groupes (un pour Gênes et un pour Pise), Gênes obtient à cette occasion du pape Innocent II les diocèses de Nebbio, Mariana, Accia, Pise conservant Sagone, Ajaccio et Aléria.

La période entre 1150 et 1250 environ, marque la naissance des seigneuries : profitant du déclin de l'autorité du marquis de Massa, l'aristocratie locale s'approprie leurs droits. Les premières fortifications privées sont construites durant cette même période où les Génois s'installent à Bonifacio, en 1195 plus précisément.

En 1268, Sinucello Della Rocca, dit « Giudice della Rocca » ou de Cinarca, est maître de toute la Corse sauf le Cap Corse et Bonifacio, avec l'aide de Pise, Gênes porte alors la guerre en Balagne et s'installe à Calvi, édifiant une citadelle. Cette guerre conduira à la bataille navale de la Meloria où Enrico Da Mare (fils d'Ansaldo, cosseigneur de Rogliano, amiral de Gênes) défait la marine pisane en 1284. Cette même année la Corse et toute la Ligurie deviennent la propriété de Gênes qui devient dominante en Méditerranée : Pise est évincée.

Le pape Boniface VIII crée le royaume de Sardaigne et de Corse, concédé en zone inféodée à la couronne d'Aragon, ceci en 1297.

L'année 1336 marque la mort de Jean Avogari (fils d'Oberto) ; son fief est donc partagé entre ses fils : Brando à Piero, Nonza à Lucchino et Canari à André.

De 1347 à 1348, la peste noire qui touche toute l'Europe ne laisse en Corse que le tiers des habitants, aux dires du chroniqueur florentin Giovanni Villani[[1].

En 1348, survient la mort de Galeotto Da Mare (dit Giachetto, arrière-petit-fils d'Ansaldo) ; son fief est partagé entre ses enfants : Babiano a tout sauf Centuri pour Crescione ; Morsiglia va à Nicolas (fils de Crescione) mais il est peu après aussi seigneur de Centuri ; Pino va à Bartolomeo (frère de Crescione).

Sambucucciu d'Alandu dirige une révolte populaire en 1358, il chasse de leurs fiefs les seigneurs, qui sont remplacés par des Caporali. Tous les châteaux sont démolis, à part 6 dont ceux de Nonza et San Colombano. Le peuple s'administre et les communes émancipées s'unissent en une confédération de la Terra del Comune, opposée au Cap Corse et à la Terra dei Signori. Le territoire compris entre Brando et Aléria, Corte et la mer, libéré, s'allie à la république de Gênes en 1359.

L'année 1363 a été marquée par la persécution des Ghjuvannali. 20 000 personnes sont excommuniées.

Les Génois conduits par Giovanni d'Oria et la flotte du prince Andrea Doria son oncle, capturent à Girolata Dragut, amiral turc et l'un des corsaires les plus célèbres de l'Empire ottoman, avec neuf galères ou galiotes.
L'Office de Saint Georges permet aux Niolins de rentrer dans leur pays, à condition qu'ils n'y bâtiraient que des maisons très basses[[34].
  • 1541 : Dragut racheta sa liberté, puis, avec une flotte plus considérable que la première fois, il pilla et brûla Castellare, en Casinca, Monticello, en Balagne, Sarla, (dans le Delà des Monts), ainsi que beaucoup d'autres villages qu'il rencontra sur son passage[[34].
  • 1544 : l'Office de Saint Georges fait fortifier en toute hâte Calvi où il transporte la résidence du gouverneur Niccolò Imperiale.
  • 1545 : un certain nombre de familles prises dans toutes les localités de l'île, vont établir à Portovecchio et au Niolo.
  • 1547 : 3 septembre, Jacopo da Mare renouvelle tous les engagements pris par son aïeul envers l'Office de Saint Georges[[33].
  • 1551 : Sampiero Corso occupe la Corse avec les Turcs pour le compte de la France
  • 1553 : Paul de La Barthe de Thermes commande les troupes envoyées par le roi Henri II pour conquérir la Corse avec l'aide de Sampiero Corso et les condottiere italiens Pierre Strozzi et Giordano Orsini. Ils se sont alliés aux Turcs commandés par Dragut qui ravagent Bonifacio, et le Cap Corse. Le corsaire turc Acarèse base ses galiotes dans l'anse d'Agnellu et occupe durant plusieurs années le pays d'Ersa. Les Génois interviendront et les chasseront.
  • 1559 : traité du Cateau-Cambrésis. La Corse est rendue à Gênes
  • 1563 : le pape Pie IV réunit le diocèse d'Accia à celui de Mariana. Il supprime Accia.
  • 1569 : Gênes dote l'île de « Statuts civils et criminels » (en vigueur presque jusqu'en 1789).
  • 1571 : octobre – Ambroise de Negroni et quatre felouques cap-corsines construites à Santa Severa participent à la victoire de Lépante (les Ottomans perdent leur légendaire invincibilité et 117 navires).
  • 1573 : le drapeau de la Corse apparaît pour la première fois. Dans un atlas des possessions de Philippe II roi d'Espagne avec des armoiries pour chaque province qu'il établit en 1573, le géographe italien Mainaldi Galerati décide d'y faire figurer la Corse. Comme il n'en connaît pas les armes, il décide d'y mettre une tête de maure[[35].
  • 1579 : épidémie de peste à Gênes et en Corse.
  • 1583 à 1590 : famine et misère en Corse. Les Barbaresques razzient toutes les côtes de l'île. Des personnes sont enlevées, 76 villages sont ruinés ou abandonnés dans le sud, 21 dans le nord. Gènes ne parvient pas à cette période à protéger entièrement l'île car affaiblie par les guerres européennes.
  • 1594 : parution de la première histoire de la Corse
  • 1676 : 14 mars, arrivent des exilés Grecs à qui les Génois accordent le territoire de Paomia pour protéger les Chrétiens d'Orient.
  • 1715 : les Corses obtiennent l'interdiction des armes moyennant une imposition supplémentaire de deux seini par feu
  • 1725 : naissance de Pascal Paoli.
  • 1726 : Alessandro Saluzzo est élu gouverneur.
  • 1728 : Felice Pinelli qui lui succède, surexcite les Corses par sa maladresse et sa rigueur.

La grande révolte des Corses et l’avènement de la république Corse (1729-1769)[[modifier | modifier le code]

  • 1729 : premier soulèvement des Corses contre Gênes à la suite de mauvaises récoltes et de nouvelles taxes
  • 1730 : juin, arrivées du nouveau gouverneur Giovanni Francesco Gropallo, et du commissaire Camillo Doria chargé des pleins pouvoirs militaires.
  • 1730 : en décembre, consulte de Saint-Pancrace et rébellion des Corses contre Gênes ; la Corse déclare son indépendance
  • 1731 : à la demande de Gênes, des troupes impériales commandées par le baron de Wachtendonck arrivent en Corse.
  • 1732 : 14 janvier, le colonel de Vins avec six cents soldats allemands tente d'occuper Calenzana et subit une lourde défaite
  • 1732 : 26 mars, Paolo Battista Rivarola est nommé commissaire général
  • 1732 : 7 avril, Le prince de Wurtemberg arrive à Calvi avec de nouvelles troupes allemandes.
  • 1732 : paix de Corte qui ne sera pas respectée.
  • 1733 : Wachtendonck et les dernières troupes allemandes quittent la Corse
  • 1733 : juillet, Paolo Geronimo Pallavicini commissaire général en remplacement de Rivarola
  • 1733 : deuxième soulèvement des Corses contre Gênes.
  • 1734 : début septembre, Ugo Fieschi et Pier Maria Giustiniani, sénateurs, sont nommés commissaires généraux, en remplacement de Pallavicini. Ils s'annoncent comme messagers de paix
  • 1735 : 30 janvier, adoption d'un règlement qui entérine la première déclaration d'indépendance de la Corse par la consulta d'Orezza (la "consulte" de Sébastien Costa)
  • 1735 : 2 mai, Gênes envoie un commissaire général pour l'Au-delà des monts, Ottavio Grimaldi. Felice Pinelli revient en Corse comme commissaire général de l'En-deçà des monts.
  • 1736 : fin janvier, arrive le commissaire général Rivarola.
  • 1736 : un aventurier, Théodore de Neuhoff, ex-espion en Écosse pour étudier le rétablissement des Stuart, devient roi des Corses.
  • 1737 : 10 novembre à Fontainebleau, convention entre la France et Gênes pour l'envoi de troupes en Corse.
  • 1737 : décembre, le marquis Giovan Battista de Mari est nommé commissaire général en remplacement de Rivarola.
  • 1738 : février, Louis de Frétat, comte de Boissieux, maréchal de camp, chef du corps expéditionnaire français arrive en Corse. Il vient négocier, suivant les ordres reçus, et refuse d'ouvrir les hostilités comme le lui demandent les Génois.
  • 1738 : 24 septembre, Frédéric de Neuhoff, neveu du roi Théodore, débarque à Ajaccio et Sagone pour tenter de soulever la Corse occidentale.
  • 1738 : 18 octobre, ratification à Fontainebleau, entre la France et Gênes, d'un Règlement de gouvernement de la Corse.
  • 1738 : 14 décembre, les Français qui se dirigent vers le Borgu, sont attaqués. Le détachement installé dans le village réussit à se dégager. Ils battent en retraite avec des pertes.
  • 1739 : 13 janvier, le lieutenant-général Jean-Baptiste-François des Marets, marquis de Maillebois, reçoit les instructions pour aller commander l'armée du Roi en Corse, en remplacement de Boissieux malade (il meurt dans la nuit du 1er au 2 février).
  • 1739 : avril, Maillebois organise en Balagne, des compagnies de volontaires corses au service de la France. Ces compagnies constituent les premiers noyaux du futur régiment Royal-Corse.
  • 1739 : mai, les pieve de Casinca, Ampugnani, Campulori, ainsi que Corte et le Nebbiu, fournissent des compagnies de volontaires corses à Maillebois, qui disposera avec les six bataillons d'infanterie, des hussards et de l'artillerie débarqués à Bastia, d'une armée de 16 bataillons à 510 hommes chacun, deux escadrons de hussards à 100 hommes et 60 miquelets. Avec les troupes génoises, les effectifs s'élèvent à dix ou onze mille soldats.
  • 1739 : décembre, l'île est en grande partie soumise. Les troupes françaises commencent à réembarquer.
  • 1740 : juin, le marquis Domenico Maria Spinola, ancien doge, est nommé commissaire général en remplacement de Giovan Battista de'Mari.
  • 1740 : 3 octobre, Frédéric de Neuhoff qui s'est soumis, et sa suite quittent la Corse.
  • 1741 : fin juin, publication du dénombrement de la population commandé par Maillebois (promu maréchal le 11 février) : la Corse compte 339 paroisses, 427 villages, 26 854 feux, 120 389 habitants
  • 1741 : 6 septembre, les dernières troupes françaises quittent Calvi pour Antibes.
  • 1742 : pour faire face à une agitation naissante, les Génois envoient de nouvelles troupes sur l'île.
  • 1743 : 1er février, Théodore réapparaît à bord d'un vaisseau anglais devant L'Île-Rousse.
  • 1743 : 22 février, mort à Bastia du commissaire Spinola. Gian Benedetto Speroni prend la suppléance.
  • 1743 : 28 février, Théodore est dans le golfe d'Ajaccio avec cinq navires anglais. L'escadre attaque un navire espagnol placé sous la protection des canons génois. Il compte s'emparer d'Ajaccio. Ses partisans commencent le blocus de la ville que la population est autorisée à quitter. La flotte anglaise en repartira le 5 mars.
  • 1743 : dans la nuit du 16 au 17 mars, le Folkestone dépose Théodore à l'embouchure de l'Arno en Toscane. Le roi a quitté la Corse pour toujours.
  • 1747 : seconde intervention française : le commandement supérieur est exercé par le colonel Choiseul-Beaupré ; il est renforcé en 1748 par le marquis de Cursay, colonel du régiment de Tournaisis.

Le Gouvernement de Pascal Paoli (1755-1769) | République Corse[[modifier | modifier le code]

  • 1755 : avril, au couvent San Francescu de Caccia, la Cunsulta de Caccia, assemblée de députés convoqués par Pascal Paoli, jette les bases de la Constitution de la future Corse indépendante.
  • 1755 : 14 juillet, Pascal Paoli est proclamé général de la Nation par la consulte de Casabianca.
  • 1755 : Constitution corse, initiée par Pascal Paoli, elle est souvent considérée comme la première constitution démocratique de l'histoire moderne.
  • 1756 : novembre, troisième intervention française. Six bataillons français débarquent en Corse, commandés par le marquis de Castries qui installe son QG à Calvi. Il sera remplacé par le comte de Vaux (1757-59).
  • 1764 : quatrième intervention française sous le commandement supérieur de Marbeuf (1764).
  • 1765 : ouverture de l'Université de Corse.
  • 1767 : Choiseul refuse la donation de l'île proposée par la République de Gênes.
  • 1768 : le 15 mai, Choiseul négocie un traité qui comporte un transfert de souveraineté mais aussi un article par lequel le Roi s'engage à conserver sous son autorité et administration toutes les parties de la Corse qui seront occupées par les troupes françaises jusqu'à ce que la République en demande à la France la restitution[[36].
  • 1768 : 15 mai, par le traité de Versailles Gênes cède provisoirement l'administration de la Corse, que dans les faits elle ne contrôle plus, à la France. Louis XV, qui refuse à dessein de reconnaître la République corse comme légitime, envoie son armée dans le but de prendre possession de l'île.
  • 1768 : 18 mai, le marquis de Chauvelin reçoit le commandement des troupes françaises.
  • 1768 : 15 août, Louis XV proclame officiellement la réunion de la Corse à la France[[37].
  • 1768 : 9 octobre, les troupes paolistes mettent en déroute l'armée française à Borgo.
  • 1769 : 20 février, De Vaux est nommé commandant en chef des troupes françaises en Corse.
  • 1769 : 9 mai, les troupes de Pascal Paoli perdent la bataille de Ponte-Novo. La Corse passe sous administration française. Des philosophes des Lumières, tels que Rousseau et Voltaire, s'indignent de l'injustice de cette guerre qui vient détruire une nation démocratique.

La Corse française[[modifier | modifier le code]

  • 1769 : 13 juin, Pascal Paoli quitte la Corse pour la Grande-Bretagne.
  • 1769 : 15 août, naissance de Napoléon Bonaparte à Ajaccio.
  • 1769 : Fermeture de l'université de Corte par Louis XV.
  • 1773 : Marbeuf, noble breton, commandant en chef des troupes françaises et gouverneur de l'île, accorde aux Grecs le droit de s'installer à Cargèse
  • 1774 : Niolo, Talcini et Vallerustie se soulèvent. La ferme répression du général Narbonne saccage le Niolo, et six cents Corses sont envoyés au terrible bagne de Toulon.
  • 1786 : Une enfant de Corbara, Marthe Franceschini, enlevée par des pirates en 1778, attire le Sultan alawite du Maroc. Elle deviendra Davia et « impératrice » du Maroc.
  • 1789 : avril, la Corse compte 11 juridictions royales (Aiacciu, Aleria, Bastia, Bonifaziu, Calvi et Balagna, Capicorsu, Corti, A Porta d'Ampugnani, Nebbiu, Sartè, Vicu) et 65 pievi.
  • 1789 : 30 novembre, le décret de réunion de la Corse à la France est adopté par l'Assemblée nationale constituante, sur la proposition de Christophe Saliceti, à la suite de la lecture des lettres de la commune de Bastia et d'habitants d'Ajaccio, réitérant les cahiers de doléances.
  • 1789 : 22 décembre, la Constituante divise la France en 83 départements.
  • 1790 : 21 janvier, dernière réaction des Génois avec une lettre de protestation du doge Pallavicini lue à l'Assemblée nationale. Les anciennes communautés ou paroisses prennent le nom de communes.
  • 1790 : 26 février, par décret la Corse qui était divisée en onze juridictions royales (Aiacciu, Aleria, Bastia, Bonifaziu, Calvi et Balagna, Capicorsu, Corti, A Porta d'Ampugnani, Nebbiu, Sartè et Vicu), est partagée en neuf districts (ex-juridictions) : Bastia, Oletta, A Porta, Cervioni, Corti, l'Isula Rossa, Aiacciu, Tallà et Vicu. Le district est partagé en cantons (ex-pievi), le canton en communes. Le Conseil supérieur, créé en 1768, est supprimé.
  • 1790 : 4 mars, lettres patentes du roi sur le décret du 26 février : « L'île de Corse ne formera provisoirement qu'un seul département. L'assemblée des électeurs se tiendra dans la pieve d'Orezza ».
  • 1790 : 7 juillet, l'Assemblée nationale décide que la Corse n'aura qu'un seul évêque comme les autres départements. Le siège est fixé à Bastia. La Corse comptait auparavant cinq diocèses : Aiacciu, Aleria, Bastia, Mariana et Nebbiu.
  • 1790 : 14 juillet, après avoir été accueilli à Paris, Paoli amnistié rentre en Corse via Macinaggio avec le commandement militaire insulaire.
  • 1790 : 24 septembre, Bastia est choisi provisoirement comme chef-lieu du département, avec possibilité pour le Conseil de se réunir ailleurs suivant les besoins.
  • 1790 : 30 septembre au 14 octobre, à Bastia, première session du premier Conseil général chargé de l'administration du département. Pasquale Paoli est élu président à l'unanimité.
  • 1791 : 27 mai, le département de la Corse obtient six députés pour la prochaine législature.
  • 1791 : 28 juin, l'Assemblée nationale confirme la décision du Directoire du département concernant le transfert du gouvernement de l'île à Corti et fixe le siège provisoire de l'évêché à Aiacciu.
  • 1791 : septembre, les élections envoient à l'Assemblée nationale législative les candidats désignés par Pascal Paoli dont Marius Peraldi et Pozzo di Borgo.
  • 1791 : 29 septembre, en vertu du décret de la Constitution du 18 juin, l'Assemblée fixe le chef-lieu du département à Corti et le siège de l'évêché à Aiacciu.
  • 1791 : 1er juillet, décret de la Convention : « 8° L'île de Corse sera divisée en deux départements, l'un en deçà et l'autre en delà des monts ; le Comité de division fera sans délai son rapport sur l'emplacement des chefs-lieux et sur la division en districts et en cantons ».
  • 1792 : 8-9 avril, pendant les fêtes de Pâques, à Ajaccio, affrontements entre des soldats la garde nationale qui viennent d'élire Napoléon Bonaparte lieutenant-colonel en second, et des habitants d'Ajaccio.
  • 1792 : septembre, Pascal Paoli malade n'ayant pu présider aux opérations électorales, ses candidats à la Convention nationale sont battus par les partisans de la France : Christophe Saliceti, Angelo Chiappe, Luigi Casabianca et le vicaire épiscopal Multedo.
  • 1793 : 11 août, séparation de la Corse en deux départements, le Liamone (chef-lieu : Aiacciu, districts : Aiacciu, Vicu et Sartè), et le Golo (chef-lieu : Bastia, districts : Bastia, Calvi et Corti).
  • 1794 : Horrifié par la Terreur, Pascal Paoli négocie avec les Anglais pour la création d'un Royaume Corse sous la protection de la Grande-Bretagne, après en avoir chassé les Français. Hood aide Paoli à occuper Saint-Florent, Patrimonio, Bastia, Calvi. Mais Hood saccage Centuri et Macinaggio. Les Anglais chassent les Français. Dernier bastion français, Calvi se rendra le 20 août. Mise en place du Royaume de Corse (communément appelé royaume anglo-corse) avec le vice-roi Gilbert Elliot[[38].

Le coup d'État du 2 décembre 1851 de Napoléon III est largement soutenu en Corse, département catholique, conservateur et monarchiste ; elle fait même partie des quatre départements où aucun opposant n'est arrêté[[41].

  • 1859 : 4 août, la Cour de cassation réaffirme que la langue française est la seule langue officielle en Corse[[42], l'italien étant jusqu'alors la langue la plus utilisée dans l'île[réf. nécessaire]. La langue italienne est désormais interdite dans l'administration[réf. nécessaire] (la langue corse n'étant pas encore écrite et considérée comme une forme de l'italien.)
  • 1880 : construction du gouvernail de la Corse par le génie militaire à Bonifacio ; il s'agissait d'un site de surveillance du port[[43].
  • 1881 : la Corse compte 273 000 habitants.
  • 1890 : en l'espace d'un siècle la population de l'île a presque doublé.
  • 1918 : avec 9800 ( réf. site Mémoire des hommes regroupant toutes les fiches des "morts pour la France") au terme de quatre ans de guerre, la Corse est l'un des départements qui paye, proportionnellement à sa population, le plus lourd tribut en vies humaines, le département se situe au 31e rang métropolitain (entre la Haute-Saône et la Meuse) avec un taux de mortalité de 3,6 % (décès dûs à la guerre par rapport à la population)
  • 1921 : le 15 mai à 2 heures, le paquebot délabré Rion venant de Constantinople, arrive dans la baie d'Ajaccio avec à son bord 3 422 réfugiés Russes. Après une mise en quarantaine sanitaire, les passagers débarquent. Certains restent définitivement, faisant souche sur l'île.
  • 1939 : interdiction du journal A Muvra, considéré comme pro-italien.

La Première Guerre mondiale[[modifier | modifier le code]

48 000 hommes sont mobilisés en Corse, outre les 9 000 hommes déjà sous les drapeaux au moment où le conflit éclate. Ce chiffre relativement élevé s'explique par le fait que l'île a le statut de « place forte », qui permet l'enrôlement dans l'armée territoriale et dans sa réserve de soldats plus âgés (37 ans au minimum et 48 ans au maximum). La mission de l'infanterie territoriale est la protection des côtes et places fortes, et non l'engagement en première ligne. Toutefois, dans la confusion des premiers mois de guerre, certains soldats plus âgés sont envoyés sur le front continental, ce qui engendre en avril 1915 des protestations à l'Assemblée nationale.

La mobilisation des conscrits corses obéissait à des règles plus sévères que celles en vigueur en France continentale, ainsi que le déclara le Premier ministre Michel Rocard devant l'Assemblée nationale, lors de la séance de questions au gouvernement du [[45].

Selon Sébastien Ottavi, agrégé d'histoire au lycée Fesch d'Ajaccio, ce nombre est situé dans « une fourchette de 12 000 à 15 000 tués », dont 10 000 morts natifs de Corse. Jean-Paul Pellegrinetti et Georges Ravis-Giordani estiment que le nombre de Corses morts au cours de cette guerre est compris entre 10 000 et 12 000 soldats insulaires[[46]. Le nombre officiel de Corses morts pour la France est de 9 751[[N 3].

Ces chiffres ramènent la proportion de pertes chez les Corses à « un pourcentage un peu supérieur à celui enregistré au niveau national, soit 18,2 % contre 16,8 % »[[47].

Parmi les combattants corses de la Marne, de Verdun et d'autres batailles meurtrières, se sont illustrés : le 173e régiment de ligne « Aio Zitelli », le général Grossetti et les aviateurs Jean Casale et Jean-Paul Ambrogi.

L'arrivée irrégulière des bateaux entraîne de graves problèmes de ravitaillement : pain, sucre, pétrole sont rationnés. La pénurie est aggravée par l'hébergement de 2 000 prisonniers de guerre allemands, cantonnés dans les couvents et pénitenciers, puis utilisés comme main-d'œuvre dans les campagnes. De plus, la Corse devient une terre d'asile pour les réfugiés (4 000 Serbes et Syriens). Pour subvenir aux besoins de la population, les terres abandonnées à la friche sont remises en culture suivant les pratiques traditionnelles. En septembre 1918, la grippe espagnole ravage certains villages et oblige le préfet à prendre des mesures pour limiter l'épidémie (cercueil plombé, ensevelissement profond).

L'armistice de 1918 est accueilli dans l'allégresse et l'anxiété du retour des blessés. Des souscriptions locales permettront d'élever dans chaque village des monuments en l'honneur des morts. En 1933, la Borne de la Terre sacrée est inaugurée à Ajaccio. Ces pertes humaines affecteront durablement la vitalité de l'île, ce qui accentuera le déclin économique.

La Seconde Guerre mondiale[[modifier | modifier le code]

  • 1941 : à la demande de l'Italie, l'armée allemande regroupe les prisonniers de guerre corses dans des camps spéciaux : le Stalag VB et l'Oflag VC.
  • novembre 1942 – septembre 1943 : la Corse est occupée par les troupes italo-allemandes. À partir de novembre 1942, 80 000 soldats italiens envahissent la Corse.
  • 14 décembre 42 : La mission secrète Pearl Harbour débarque par le sous-marin Casabianca en baie de Topiti (Piana).
  • mars 1943 : Fred Scamaroni, prisonnier à la Citadelle d'Ajaccio, se suicide afin de ne pas livrer ses compagnons sous la torture.
  • août 1943 : exécution de Pierre Griffi le 18 août et de Jean Nicoli le 31 août à Bastia.
  • : à la suite de la chute du régime fasciste à Rome, les troupes allemandes occupent l'île.
  • au : la population se soulève, les Italiens (80 000 soldats) rallient les partisans locaux (1 000 combattants) et environ 4 000 soldats français pour combattre la Wehrmacht. Ajaccio devient la première ville française à être libérée. Plus de 700 soldats italiens auront été tués, mais les troupes italiennes laissent à l'armée française l'honneur d'entrer en premier à Bastia.
  • : 13 000 Allemands fuient l'île, repoussés vers la mer.
  • : le général de Gaulle proclame à Ajaccio : « Nous devons sur le champ tirer la leçon de la page d'histoire que vient d'écrire la Corse française…. La Corse a la fortune et l'honneur d'être le premier morceau libéré de la France. Ce qu'elle a fait éclater de ses sentiments et de sa volonté, à la lumière de sa libération, démontre que ce sont les sentiments et la volonté de la Nation tout entière. »[[48]
  • 1944 : l'île devient une base importante – surnommée l'USS Corsica, le « porte-avion » – pour la poursuite des opérations en Italie puis pour le débarquement en Provence (août 1944).
  • 1944 : l'armée américaine éradique le paludisme, présent en Corse depuis le XIIIe siècle, par épandages de DDT.[réf. nécessaire]
  • [1945 :procèscontrelesirrédentistesCondamnationdePetruRoccaà15ansdeprisonpourcollaborationnisme

La Corse contemporaine[[modifier | modifier le code]

La Corse voit s'installer au milieu des années 1950 des "villages de toile" au bord des plages, dès 1949 à Calvi puis en 1955 à Porto-Vecchio pour le Club Polynésie et Propriano pour le "Club Corsaire", sur le modèle des villages magiques fondés pour les lectrices du magazine Elle et qui font connaitre les paysages et le potentiel touristique de l'Italie du sud auprès de la clientèle des jeunes touristes français.

Peu après, la création du Mouvement du 29 novembre 1959, contre la vie chère et l'abandon du chemin de fer, marque une nouvelle ère de la Corse contemporaine, soucieuse d'assurer un développement harmonieux et d'échapper à la désertification.

Ce Mouvement du 29 novembre obtient par des manifestations l'abandon rapide du projet de site d'expérimentation nucléaire à l'Argentella annoncé en mai 1960 par le Premier ministre Michel Debré puis en automne 1961 un statut fiscal pour les petites entreprise mais maintient le 13 décembre 1961 son mot d'ordre de grève générale des Corses.

C'est seulement au début des années soixante que s'amorce une remontée démographique[[49], tandis que la dépopulation précédente s'était révélée moins forte que dans le Lot, la Creuse, la Corrèze ou l'Ariège [[49]. Entre 1962 et 1975, les naissances l'emportent sur décès de 5100 [[49] et les arrivées du continent sur les départs de 2900 [[49] , l'apport principal étant les 43000 personnes venues hors de métropole, avec un nombre des étrangers passé de 7 000 à 30 000 : la Corse est celle des régions françaises qui en accueille le plus [[49].

L'économie vit une douzaine d'années de transformation rapide dans la décennie qui suit. Environ 30000 emplois sont créés de 1962 à 1975, soit une progression de 59 % [[49] et le trafic de marchandises double, à plus de 1 million de tonnes [[49]. L'agriculture en est le coeur: le nombre d'exploitations a diminué de 40 %, au même rythme que la moyenne nationale de 45 %[[49], mais la surface agricole moyenne a augmenté de près de 35 %, avec dans la plaine d'Aléria, où le DDT des Américains a éradiqué la malaria entre 1943 et 1945, et où le maquis est défriché à partir de 1957 pour implanter des vergers d'agrumes et du vignoble[[49]. C'est l'émergence de grandes exploitations à capitaux importants, en monoculture intensive, employant une main-d'œuvre principalement nord-africaine[[49]. En 20 ans, la production annuelle de vin décuple pour atteindre vers 1977 les 2 millions d'hectolitres[[49] alors que la surface vinicole a seulement quintuplé[[49], à 28 000 hectares dont 17 000 sur le littoral[[49], causant une surproduction dont pâtissent les vins de qualité du vignoble traditionnel (Cap Corse, Nebbio, Sartène, Figari, Ajaccio, etc[[49]), qui ne pèse plus que 5 % de la production agricole corse[[49].

La récolte de clémentines, exportée à 85% malgré les risques de dépréciation des prix de vente, causés par une solide concurrence internationale[[49], notamment espagnole, grimpe d'une tonne seulement en 1955 à 20800 tonnes en 1977 puis 30000 tonnes en 1979[[49] mais ne pèse toujours que 4,5 % de la production agricole corse[[49]. Les autres vergers se limitent à 2000 hectares dont 800 de pêchers et de nectariniers[[49].

Le cheptel corse chute de 40% en deux décennies, passant de 440 000 têtes en 1955 à 270 000 en 1978[[49]. Il est divisé par deux pour les moutons, tombant de 217 000 à 131 000 têtes[[49], et par quatre pour les chèvres (de 145 000 à 46 000)[[49], sans que le reste compense: de 37 000 à 43 000 têtes pour les bovins et de 40 000 à 49 000 côtés porcs[[49].

La baisse est beaucoup moins forte mais réelle pour les fournisseurs des fromageries de Roquefort[[49], qui n'achètent plus en 1978 que la moitié des 86000 hectolitres de lait de brebis corses[[49] alors que c'était plus de 90 % des 98000 hectolitres de 1962 [[49].

La vie politique est dominée jusqu'à la Seconde guerre mondiale par le Parti radical (centre-gauche) de Adolphe Landry et l'Alliance démocratique (droite) de François Pietri. Le Parti communiste de Corse vient bouleverser cette situation à la Libération, tirant un prestige considérable de son action dans la résistance et, dès la fin de l'année 1943, dispose d'une influence politique majeure sur l'île. Il est à la tête de la préfecture et administre 260 municipalités sur 320, tandis que ses militants sont près de 10 000 en 1946. Le général de Gaulle décide alors de reprendre la main et favorise le retour en grâce des anciennes gloires politiques insulaires, dont notamment Paul Giacobbi, qui sera élu premier président du conseil départemental de l'après-guerre[[56]. L'influence communiste décline progressivement par la suite, notamment en raison de son soutien à l'indépendance de l'Algérie alors que de nombreux colons corses étaient installés dans ce pays et envoyaient de l'argent à leurs proches restés sur l'ile[[56].

Les partis nationalistes, opposés à une économie uniquement axée sur le tourisme, réalisent une percée historique aux élections territoriales de mars 2010.

Le , l'avocat Gilles Simeoni devient le premier maire nationaliste de Bastia. Lors des territoriales de décembre 2015, il est élu président de la Collectivité territoriale de Corse, grâce à l'alliance Pè a Corsica entre les autonomistes — auxquels il appartient — (Femu a Corsica) et les indépendantistes (Corsica libera).

Administration avant la Révolution française[[modifier | modifier le code]

Avant que soit voté à l'Assemblée nationale constituante « L'Île de Corse est déclarée partie intégrante de l'empire français » le , l'île, sous domination italienne (Rome, Pise, Gênes), était divisée en diocèses, pievi (paroisses), communautés et fiefs. Elles étaient administrées par des évêques, piévans ou coévêques, des caporali (tribuns) et des seigneurs locaux (jusqu'en 1641).

Le , les communautés et paroisses deviennent des communes par la loi d'organisation municipale votée par la Constituante.

Administration de 1789 à 1982[[modifier | modifier le code]

Lorsque les circonscriptions d'action régionale (CAR), équivalent des régions actuelles, sont organisées en 1960, la Corse fait partie de la CAR de Provence-Côte d'Azur-Corse. Elle en est détachée par un décret de 1970[[57]. En 1974, la Corse devient l'un des vingt-deux établissements publics régionaux et est dotée d'un conseil régional et d'un comité économique régional.

En 1975, en application de la loi du 25 mai[[58], la Corse est divisée en deux départements, la Corse du Sud, avec Ajaccio pour chef-lieu, et la Haute-Corse, avec Bastia pour chef-lieu.

Administration depuis 1982[[modifier | modifier le code]

La Corse constitue la Collectivité territoriale de Corse (CTC), statut particulier institué en vertu de la loi du . Cette loi a substitué ce nouveau statut de collectivité territoriale de la République, qui lui confère plus de pouvoir, à l'ancien statut de région.

La Corse est donc dotée d'une organisation institutionnelle originale, unique en France métropolitaine, mais comparable à celle de la plupart des autres régions européennes largement décentralisées, également comparable à celle des collectivités régies par l'article 73 de la Constitution française. Le statut de la Corse est ainsi très proche de celui de la Martinique, toutes les deux administrées par une collectivité territoriale comprenant un Conseil exécutif, une assemblée et un conseil consultatif. La spécificité de la Corse dans la République a en effet été reconnue par le pouvoir national puis traduite dans plusieurs réformes statutaires (1982, 1991, 2002 et 2015) à partir d'un double fondement : favoriser l'expression du débat politique dans le cadre d'une démocratie locale rénovée, permettre la recherche de solutions adaptées aux problèmes insulaires à travers l'octroi de compétences étendues en matière d'identité et de développement.

Ainsi la collectivité territoriale de Corse apparaît à l'avant-garde de la « République décentralisée » : par ses responsabilités accrues mais aussi une organisation rationalisée et des moyens plus importants, parmi lesquels le statut fiscal.

La fonction de président du conseil exécutif est la plus haute fonction de la collectivité territoriale de Corse il exerce le pouvoir exécutif, détenu dans les autres régions par le président du conseil régional.

La collectivité territoriale de Corse comprend trois organes :

Au 1er janvier 2018, elle fusionne avec les deux conseils départementaux pour former la Collectivité unique de Corse, dotée des mêmes organes que la CTC.

La Corse comptait 294 118 habitants au [[59] et 302 966 au .

Au , l'INSEE recense une population légale 2009 de 305 674 habitants[[60].

Au , l'INSEE recense une population légale 2011 de 323 092 habitants,

Au , l'INSEE recense une population légale 2016 de 330 455 habitants, soit une forte croissance depuis 30 ans, mais comparable à la Sardaigne, cinq fois plus peuplée avec 1,66 million d'habitants, et moins peuplée que les Baléares (1,11 million) ou la Sicile (5 millions). La Corse est donc la 4e île la plus peuplée de Méditerranée occidentale, dont les habitants insulaires sont près de 9 millions. La Corse est aussi la 4e île française la plus peuplée après la Réunion (près de 850 000 habitants en 2015), la Guadeloupe (plus de 400 000 habitants en 2015), la Martinique (environ 380 000 habitants en 2015), et devant la Polynésie française (près de 280 000 habitants en 2015), la Nouvelle-Calédonie (près de 270 000 habitants en 2015) et Mayotte (environ 230 000 habitants en 2015).

Immigration[[modifier | modifier le code]

En 2009, la Corse comptait 28 961 immigrés (nés étrangers à l'étranger) soit 9,5 %[[61], dont 13 319 nés au Maghreb soit 4,3%, sur une population de 305 674.

31,2 % des nouveau-nés en 2011 en Corse, soit 962 sur 3 084, ont au moins un parent né à l'étranger (quelle que soit sa nationalité), soit la plus forte proportion après la région Île-de-France (46,3 %) et la région Provence-Alpes-Côte d'Azur (32,6 %)[[62]. Parmi ces nouveau-nés, 17,6 % ont un père né au Maghreb, soit la plus forte proportion au niveau des régions, devant les régions Provence-Alpes-Côte d'Azur (14,9 %), Languedoc-Roussillon (14,1 %) et Île-de-France (13,1 %)[[63].

Résidents étrangers[[modifier | modifier le code]

Au , on recensait en Corse 33 526 étrangers[[64] déclarés sur une population totale de 327 283 habitants[[65], soit 10,24 % de la population.

Présentation[[modifier | modifier le code]

La Corse possède une population active d'environ 122 300 habitants au , en hausse de 13 000 en 7 ans (2007). Le secteur primaire rassemble 5,30 % des actifs, le secondaire 15,30 %, et le tertiaire 79,40 %. Le taux des chercheurs d'emplois sur la population active était de 10,6 % en 2002 et relativement stable.

Le PIB par habitant 24 232 euros en 2008 et de 26 554 euros en 2012, soit de 18 % inférieur à la moyenne nationale, en rattrapage de 3 % en 4 ans.

L'économie corse se caractérise par la faiblesse du tissu productif et la surreprésentation du secteur tertiaire, notamment non marchand et public. La deuxième caractéristique majeure concerne les structures de production : il s'agit en très grande partie de très petites entreprises avec peu ou pas de salariés. D'un autre côté, on trouve les plus grosses structures dans la grande distribution ou dans le secteur du BTP soumis aux commandes publiques. À ceci s'ajoute une population faiblement active et vieillissante.
Le secteur tertiaire, premier employeur de l'île, est marqué par la prépondérance du secteur public (fonction publique d'État et collectivités territoriales).

Près de 20 % des habitants vivent dans la pauvreté[[66].

Le secteur primaire[[modifier | modifier le code]

Chèvres corses en Corse.

L'agriculture reste le secteur productif le plus important malgré sa faible part dans le PIB. On ne peut comprendre la situation actuelle sans connaître un minimum l'histoire agraire de l'île. Les systèmes vivriers traditionnels disparaissent au début du vingtième siècle sous la pression conjuguée de la concurrence des céréales des pays exportateurs et de tarifs douaniers défavorables. Les systèmes originels se basaient sur la culture des céréales dans les coteaux aménagés en terrasses avec jachère biennale, voire sur la culture sur brûlis en cas de crise alimentaire, de cultures d'appoint jardinées (jardins, vignes, vergers) et d'un élevage pastoral alliant terres de plaine d'hivernage et d'altitude l'été avec village de montagne (Niolo, Alta Rocca, Asco, etc.). Certaines régions remplacent les cultures de céréales par celles de châtaigniers.

La brebis corse est une composante essentielle de cette agriculture vivrière de montagne grâce à sa rusticité et ses aptitudes mixtes en lait, viande et laine. À partir de la fin du XIXe siècle, l'arrivée des industriels laitiers de la filière roquefort sur l'île bouleverse cette économie et fait passer progressivement ses éleveurs dans l'ère industrielle[[67].

L'autre composante est la chèvre corse, une race autochtone élevée en isolement des autres races, inscrite officiellement comme race caprine en 2003. Les produits laitiers corses sont usuellement des transformations fermières de lait cru de brebis et de chèvre.

Au tournant de 1945, l'intérieur est ruiné, en pleine déprise rurale et agricole. Les propriétaires fonciers ont bien souvent émigré. À 10 ans d'intervalle se produisent deux phénomènes qui vont redessiner le paysage agricole actuel : la mise en valeur de la plaine orientale et la reconquête de l'intérieur par l'agriculture et l'élevage pastoral.

Face au marasme ambiant et aux première agitations (en 1950 la Corse compte environ 150 000 habitants, soit son minimum démographique) le gouvernement entreprend de drainer la vaste plaine orientale, terre d'hivernage des bergers et de leurs brebis. Il s'agit d'y installer une agriculture « moderne » au sens des lois Pisani, c'est-à-dire industrialisée. À l'origine conçue pour les Corses, cette politique vient à propos pour accueillir les pieds-noirs de retour d'Algérie. C'est l'origine d'une agriculture essentiellement orientée vers les cultures permanentes (vignes, agrumes, kiwis, fruitiers), exercée au sein de grosses structures, à fort capital, grandes SAU, employeuse de main d'œuvre salariée souvent d'origine marocaine. Cette agriculture a connu des cycles : vins de table, kiwis, agrumes mais connaît des difficultés répétitives, du fait de la forte capitalisation nécessaire et à l'endettement important des entrepreneurs agricoles. Si les performances se sont améliorées, l'avenir reste incertain car ces exploitations ont du mal à honorer leur « en-cours ».

Au contraire, l'intérieur a connu une certaine reprise agricole dans les années 1970 en liaison avec le slogan « campà in paese » (« vivre au pays »). Il s'agit au contraire de structures paysannes (peu d'investissements) d'élevages de petits ruminants de races rustiques organisés en systèmes de types pastoraux : surfaces vastes pour pallier le manque de productivité fourragère à l'hectare, résultats techniques modestes (« moyens » ou « médiocres » selon les standards de certains types d'agriculture), grande stabilité.

D'autres secteurs agricoles connaissent une belle croissance, tels la « castanéiculture » et l'« oléiculture » (terminologie administrative). S'y ajoutent souvent une production-transformation fermière en vente directe pour valoriser la main-d'œuvre familiale : fromages, carcasses d'agneaux et de cabris, huile d'olive, viande de veau, salaisons, miels. C'est un secteur en pleine évolution et organisation qui milite et démarche pour une reconnaissance du terme « fermier » et des appellations agricoles corses mais qui doit faire face à des problèmes de maîtrise du foncier, de manque de repreneurs, de difficultés financières et de mises aux normes européennes des ateliers de transformation agroalimentaire.

Dans ce cadre, dans les années 1990 et 2000, la brebis corse connaît un renouveau grâce à l'intégration de lait dans le cahier des charges d'appellations d'origine contrôlées de fromage fermier de Corse comme le brocciu et d'autres[[68].

Fromage corse dans un marché corse.

La viticulture associée la vinification en cave particulière combine des caractéristiques hybrides : forte capitalisation mais orientation vers une production labellisée. Ceci n'empêche pas que de vastes zones de l'intérieur soient devenues presque vides d'habitants[[69] et que certains villages n'aient plus assez de résidents permanents pour constituer un conseil municipal[réf. nécessaire].

Le secteur secondaire[[modifier | modifier le code]

L'industrie, comme partout en Europe, a un effet d'entrainement fort pour l'économie, avec 4 à 6 emplois tertiaires induits par chaque emploi industriel local, d'où l'importance cruciale de ce tissu pour développer l'emploi en Corse.

Le secteur industriel est surtout développé dans le BTP qui dépend pour ses carnets de commande : des marchés publics de routes et de grands bâtiments pour les plus grosses entreprises et une demande locale de résidences et de maisons très diversifiée ou touristique pour les PME et TPE de 0 à 3 salariés. Les industries agro-alimentaires, dites IAA, se développent aussi grâce à leur appui sur des entreprises de transformation des céréales, vignes, laits, fromages, viandes, huiles, poissons, produits de façon locale.

Parmi les nombreuses entreprises faisant des produits de qualité, on peut citer sans être exhaustif, le secteur des eaux minérales (Saint Georges, Zilia, Orezza), des boissons (notamment la brasserie Pietra qui développe outre les bières, les sodas et limonades ; on peut aussi citer Torra), de la biscuiterie produisant selon des recettes locales, la conserverie de Casatorra, soupes de poissons, tripes et plats cuisinés corses, de la charcuterie de type corse (sans aucune garantie sur l'origine de la matière première) mais aussi des fromageries et laiteries semi-industrielles.

D'autres ressources sont exploitées mais de façon plus marginale (bois, lauze, pierres ornementales ou de construction).

La Corse est la plus développée des régions françaises en énergies renouvelables. L'énergie utilisée est pour 25 % d'origine hydraulique (7 centrales EDF pour 136 MW), mais aussi d'origine thermique (303 MW, à Vazzio et Luciana). L'éolien se développe fortement avec un énorme potentiel, et notamment les fermes éoliennes du Cap Corse (3 fermes éoliennes pour 18 MW), l'une des zones les plus venteuses de l'île. Plusieurs fermes photovoltaïques ont vu le jour un peu partout dans l'île (Balagne, Cortenais dont celle sur le site de Pascialone à Poggio-di-Venaco). 93 % de l'énergie est aujourd'hui produite par EDF et EDF EN, qui ont investi en Corse près d'un milliard d'euros de leurs ressources entre 2006 et 2012, pour développer et moderniser le parc de production.

Le secteur tertiaire[[modifier | modifier le code]

Un port de plaisance à l'avant-plan, Ajaccio derrière

Vue du port de plaisance d'Ajaccio.

Le tertiaire privé marchand est marqué par une très forte saisonnalité liée à la quasi monoactivité touristique. Un grand nombre d'emplois offerts sont peu qualifiés et saisonniers. Avec le commerce, c'est pourtant le secteur qui est le plus dynamique ; mais il se cantonne souvent aux secteurs non délocalisables ou non concurrentiels. L'activité du secteur touristique cependant tend à s'étendre en arrière et pré-saison[[70]. Le tourisme d'affaire[[71] ainsi que le tourisme international ou thématique (sportif, gastronomique…)[[72] permettent de réguler les flux économiques sur l'ensemble de l'année.

Fiscalité[[modifier | modifier le code]

La Corse bénéficie depuis le Consulat d'un régime fiscal dérogatoire motivé par son insularité et son développement moindre par rapport à la France continentale. La dernière mesure législative qui régit le statut fiscal particulier de l'Île de Beauté date de 1994.

Des avantages fiscaux dont bénéficient les entreprises touchent notamment à l'impôt sur les sociétés dans les zones franches, et à la taxe professionnelle, réduite sur toute l'île.

Les particuliers bénéficient d'avantages en matière de TVA, de taxe foncière sur les propriétés non bâties (pour préserver certains secteurs de l'île), de TIPP. Ils sont par ailleurs exonérés totalement de droits de succession (avantage limité à partir du 1er janvier 2012). Toutefois sur ce dernier point, il est bon de préciser qu'en France continentale, 95 % des héritiers sont « de fait » également exonérés de droits de succession[[73].

L'État reverse au profit des collectivités le manque à gagner sur les taxes locales. Le coût brut est réduit : le manque à gagner en matière de recette fiscale du fait de ce statut dérogatoire était de 230 millions d'euros en 2004.

Depuis 1976, la Corse bénéficie également du concept de continuité territoriale.
Elle a bénéficié de subventions au titre des fonds structurels européens relevant de l'objectif 1 (qui concerne les régions dont le PIB est inférieur à 75 % de la moyenne européenne).

La Corse, qui ne fabriquait pas de produits manufacturés, était, par exception, autorisée à en importer hors taxe d'Italie ; pour éviter que l'île serve d'entrée aux produits italiens sans taxe, on a donc taxé les exportations vers la France continentale. En revanche, les produits agricoles corses étaient vendus en France continentale hors taxe[[74].

La Corse est la région française ayant structurellement le taux d'homicide le plus élevé. Au cours de l'année 2010, 682 homicides volontaires ont été commis en France[[75], dont 28 en Corse[[76][source insuffisante]. Le taux d'homicide volontaire s'établit ainsi à un pour 10 800 habitants sur l'île, contre un pour 95 000 habitants sur le continent.

En avril 2014, avec 371 personnes tuées depuis près de trente ans, le taux de meurtre par habitant en Corse est devenu plus élevé qu'en Sicile (région pourtant berceau de la mafia) et le plus élevé d'Europe. C'est aussi la région de France où le plus de représentants de l'Administration (maires, préfets…) ont été victimes d’assassinat, 11 au total[[77].

L'emprise de la criminalité organisée sur l'économie et la société corse présente des similitudes avec les mafias du sud de l'Italie. Toutefois l'île ne présente pas de structures mafieuses pérennes[[78]. La spécificité corse se caractérise par l'existence de groupes criminels à la durée de vie limitée, se disputant pendant plusieurs années le contrôle de l'économie de micro-régions (par exemple la Balagne, la région ajaccienne ou le Valinco) au travers d'activités légales et illégales. Le phénomène du racket est présent, mais reste difficile à quantifier.

Les divers groupes disparaissent avec la mort de leurs fondateurs, contrairement aux clans mafieux italiens dont la structure perdure à travers les générations. Leurs héritiers se dispersent en sous-groupes, s'allient avec d’anciens groupes rivaux, ou font face à l'apparition de nouvelles bandes[[79].

Transport ferroviaire[[modifier | modifier le code]

La Corse possède un réseau ferroviaire de deux lignes seulement : Bastia – Ajaccio – L'Île-Rousse – Ponte-Leccia servant d'interconnexion entre les 2 lignes. Ce réseau est géré par les CFC (Chemins de fer de la Corse) et est à voie métrique.

info bateaux ferroviaires saison Bastia et Ajaccio aller retour toulon et marseille (italie Gênes,Savone et Livourne

été Bastia,Ajaccio,Porto Vecchio et Île Rousse aller retour toulon,marseille et nice (italie Golfo Aranci,Gênes,Savone et Livourne

merci bateaux ferry

Transport maritime[[modifier | modifier le code]

Les liaisons maritimes entre la Corse et le continent européen sont assurées toute l'année grâce aux ports :

  • de Bastia (51,2 % du trafic passagers en Corse en 2011 et (2022 ferme nice)
  • d'Ajaccio (26,5 % du trafic passagers de la Corse en 2011)
  • de Porto Vecchio (9 % du trafic passagers de la Corse en 2011)
  • de Île Rousse (8,2 % du trafic passagers de la Corse en 2011)
  • de Bonifacio italie (5,4 % du trafic passagers de la Corse en 2011)
  • de Propriano (2,2 % du trafic passagers de la Corse en 2011)

qui relient l'île à :

  • Marseille (Corsica Linea et La Méridionale vers et depuis Bastia, Ajaccio, L'Île-Rousse, Porto-Vecchio et Propriano)
  • Toulon (Corsica Ferries vers et depuis Bastia, Ajaccio, L'Île-Rousse et Porto-Vecchio)
  • Nice (Corsica Ferries et Moby Lines vers et depuis Bastia)
  • Savone (Italie – Corsica Ferries vers et depuis Bastia et Porto-Vecchio)
  • Gênes (Italie – Moby Lines vers et depuis Bastia)
  • Livourne (Italie – Corsica Ferries et Moby Lines vers et depuis Bastia)

par les compagnies de transport maritime :

  • Corsica Ferries, entreprise privée franco-italienne, appartenant à la famille Lota,
  • Corsica Linea, marseille entreprise privée détenue par un consortium d'entrepreneurs corses, succédant à la SNCM depuis 2016,
  • La Méridionale, marseille société du groupe STEF-TFE,
  • BluNavy, entreprise privée italienne,
  • Moby Lines, groupe Onorato

Transport aérien[[modifier | modifier le code]

Les liaisons aériennes sont notamment assurées par deux compagnies aériennes, Air France et Air Corsica, qui proposent des liaisons régulières. D'avril à octobre, et surtout pendant l'été, de nombreuses liaisons de charters relient sans escale la Corse à de grandes villes européennes.

La Corse possède quatre aéroports :

Transport routier[[modifier | modifier le code]

Transport en commun[[modifier | modifier le code]

Le manque de transport en commun rend les habitants dépendants de leur voiture[[66].

Cyclisme[[modifier | modifier le code]

Le réseau Grande Traversée 20 (GT20, en corse, « A traversata Maiò »), est un itinéraire cyclable qui lie Bastia au Nord à Bonifacio à la pointe Sud en 12 étapes[[80]

Langue corse[[modifier | modifier le code]

Les montagnes corses vues d'avion.

À l'époque romaine, les habitants de l'île parlaient un latin encore très proche de celui du continent. Pour schématiser : on retiendra que la langue corse est une langue issue du bas latin et du toscan médiéval. Certaines variétés de la langue corse sont parmi les langues les plus proches de l'italien standard, car elles ont été largement influencées par le toscan (lui-même à la base de l'italien). Ceci fait que l'intercompréhension avec les Italiens est excellente mais que quelqu'un parlant corse comprend difficilement des langues locales comme le calabrais, le vénitien ou même le piémontais -et vice-versa. L'hymne corse « Dio vi salvi Regina » est d'ailleurs écrit en italien standard et chanté en corse sans que de grandes modifications soient perceptibles entre l'écrit et l'oral ; la seule différence est que le –o italien devient un –u latin en corse (même dans le titre qui est parfois «Dìu vi salvi Regina»). Ce phénomène de l'interchangeabilité du –u et du –o n'est cependant pas un phénomène proprement corse puisqu'on le retrouve en sicilien, en calabrais, en occitan et en catalan. Toutefois, les variétés de la langue corse dites « taravaise » ou « sartenaise » sont plus éloignées du toscan, mais nettement plus proches des langues sicilienne ou galluraise.

La langue corse actuelle a été influencée selon les micro-régions de l'île par le toscan, au nord, tandis que l'extrême sud restait soumis à l'influence du bas latin. Cela se révèle notamment dans la forme des pluriels masculins (issus du neutre latin dans l'extrême sud) et dans la forme initiale de termes restés proches du latin tels u casgiu pour le fromage directement issu de caseus en latin[[N 4]. Les linguistes décrivent ces différentes variétés comme une forme de polynomie. Les différentes variétés sont intercommunicantes mais variées.

La langue corse est le véhicule de la culture corse, riche de ses chants, ses polyphonies, ses proverbes, et de ses expressions.

Elle est l'objet de nombreuses revendications concernant sa protection et son enseignement. L'État affiche une volonté politique de promouvoir l'enseignement de la langue et de la culture corse. Il a mis en place un enseignement facultatif d'un maximum de deux heures par semaine, géré par les professeurs des écoles dans le primaire. Ces mesures sont vues par certains comme trop faibles, comparées à ce qui est fait en Espagne pour le catalan, le basque et le galicien par exemple. En 2011, la majorité de gauche au pouvoir a annoncé dans l'enceinte de l'Assemblée son intention d'aller vers un statut officiel de la langue corse, qui pourrait permettre sa réintroduction généralisée dans la société, à l'instar de ce qui a été fait en Catalogne espagnole. Cette officialisation passe cependant par une révision de la Constitution[[81], qui est rejetée par l'Académie française[[82].

De fait, la langue corse est considérée par l'Unesco comme une langue en voie de disparition, de même que 90 % des langues de la planète. On estime d'ailleurs depuis 2006 que la langue corse – ainsi que certaines langues italiennes tels que le sicilien, le calabrais, le vénitien – est l'une des plus proches du bas-latin tel qu'il fut parlé à l'aube du Moyen Âge[réf. nécessaire].

Une grande partie des patronymes corses se retrouvent en Italie, le plus souvent parce qu'ils sont issus d’une « traduction » ou « italianisation » datant de l’époque de l’administration pisane ou génoise (qui utilisaient déjà le toscan comme langue officielle)[[83]. À l'inverse, d'autres patronymes proviennent directement de la péninsule. C'est le cas, notamment de Benigni, patronyme qui trouve son origine en Toscane.

Autrefois langue orale, la langue corse est actuellement codifiée et structurée par l'université de Corse et défendue par de nombreuses associations insulaires. Elle doit son statut de langue au fait paradoxal que la Corse fait partie de la France, ce qui lui vaut d'être séparée des autres dialectes italiens. En Italie, les dialectes régionaux n'ont aucun statut officiel.

Autres langues parlées en Corse[[modifier | modifier le code]

Chants et polyphonie[[modifier | modifier le code]

Jean Charles Papi
Christophe Mondoloni
Patrick Fiori

Cinéma en langue corse[[modifier | modifier le code]

En 2004 sort Le Silence, un film dramatique réalisé par Orso Miret. L'histoire d'un Corse de la diaspora qui vient passer ses vacances d'été sur l'Île de Beauté avec sa compagne enceinte de trois mois, il va être l'unique témoin d'un meurtre.

De 2006 à 2014, la série télévisée Mafiosa créée par Hugues Pagan est diffusée sur Canal+.

En 2007, Robin Renucci réalise Sempre vivu !son premier long-métrage en Corse dans le village de Olmi-Cappella. Le film est tourné en langue corse et raconte des petites histoires et confrontations entre villageois (paisani).

En 2008 sort Un prophète, un film français réalisé par Jacques Audiard. Présenté en compétition officielle lors du Festival de Cannes 2009, il y a obtenu le Grand prix du jury. Quelques mois plus tard, il reçoit le Prix Louis-Delluc. Lors de la cérémonie des César du cinéma 2010, il gagne neuf récompenses dont celles du meilleur film et du meilleur réalisateur. Il est sorti en salles le et a comptabilisé 1 249 000 entrées[[84]. Le film est tourné en partie en langue corse.

En 2011 sort I Tercani, un film français tourné entièrement en langue corse, réalisé par Magà Ettori et présenté en avant-première mondiale à Florence lors des 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze[[85],[[86].
Conseiller cinéma auprès du Conseil Économique Social et Culturel Corse[[87] (CESCC), réalisateur et président de l'Institut Régional du Cinéma et de l'Audiovisuel – Corse (IRCA)[[88], Magà Ettori est considéré comme le chef de file du Cinéma Corse Néo Contemporain[[89].

En 2013, le réalisateur Thierry de Peretti coécrit et réalise le film Les Apaches présenté à la quinzaine des réalisateurs au Festival de Cannes 2013. Ce drame est basé sur un fait divers, l'assassinat d'un jeune issu de l'immigration à Porto-Vecchio, sur fond de dérive mafieuse.

En 2017, Thierry de Peretti réalise Une vie violente qui raconte les affrontements entre bandes nationalistes corses rivales dans les années 1990. Le film est sélectionné dans le cadre de la Semaine de la critique au Festival de Cannes 2017. Le film est tourné en partie en langue corse.

Le Cinéma corse néo contemporain est le nom du mouvement cinématographique qui fait son apparition en Corse en 2008. La principale caractéristique de ce courant est de présenter le quotidien en l'état, en adoptant une position moyenne entre scénario, réalité et documentaire et en se servant à la fois de gens de la rue et d'acteurs professionnels pour apporter un maximum de réalisme et de véracité[[90].

Écrivains[[modifier | modifier le code]

Écrivains en langue française[[modifier | modifier le code]

  • Paul Antonietti, I. F. F. (I Francesi Fora).
  • Anne-Xavier Albertini, Le Bar à tisanes.
  • Daniel Arnaud, auteur de La Corse et l'idée républicaine et de Dernières nouvelles du front.
  • Frédéric Bertocchini, auteur d'ouvrages historiques, d'essais et scénariste de nombreuses bandes dessinées ou films.
  • Paule Calliste, Quand les pierres essaient de parler, Les échos du casone, D comme mensonge.
  • Roger Caratini, auteur de la Bordas Encyclopédie.
  • Xavier Casanova, auteur du Codex Corsicæ et des "Analecta Corsicæ".
  • Marie-Josée Cesarini-Dasso, L'Univers criminel féminin en Corse au XVIIIe siècle, Brigida Médecin au XVIIe siècle, La Bandite.
  • Pierre-Paul Raoul Colonna de Cesari Rocca, auteur de Histoire de la Corse avec Louis Villat.
  • Gabriel Xavier Culioli, auteur de la Terre des Seigneurs, Le Complexe corse, Terres de Corse, Les Pierres de l'apocalypse, Le Chant des Saisons, Le Grand Voyage, Légendaire corse, Bandits de Corse.
  • Jacques Denis, auteur de Forçats corses, déportations au bagne de Toulon, 1748-1873, éditions Privat, Toulouse, 2011, Brève histoire des Cunsulte de Corse, édition Fior di Carta, coauteur Des Jurassiens à la conquête de la Corse.
  • Jean-Toussaint Desanti, philosophe, auteur de Les idéalités mathématiques.
  • Michel Ferracci-Porri, La Môme Moineau, Beaux Ténèbres, La Pulsion du Mal d'Eugène Weidmann., L'Affaire du Fantôme de Heilbronn, Joyeuse encyclopédie anecdotique de la gastronomie.
  • Marie Ferranti
  • Jérôme Ferrari
  • Marie-Hélène Ferrari, auteur notamment de la série Les Aventures du commissaire Pierucci.
  • Dom Jean Baptiste Gaï, écrivain régionaliste.
  • Nicolas Giudici
  • Daniel Istria, auteur de Pouvoirs et fortifications dans le nord de la Corse XIe – XIVe siècle.
  • Evelyne Luciani, Louis Belgodere et Dominique Taddéi, auteurs de Trois prêtres Balanins au cœur de la révolution Corse
  • abbé Mathieu Orsini
  • Thierry Ottaviani, essayiste, auteur notamment de La Corse pour les Nuls.
  • François de Negroni
  • Paul-François Paoli
  • Jean Pasqualini, Prisonnier de Mao. Sept ans dans un camp de travail en Chine.
  • Joachim Pierucci, auteur de nouvelles, poèmes et chansons
  • Pierre Piobb
  • Michel Poli, Le cimetière des éléphants.
  • Moune Poli, la Corse au poing.
  • Xavier Poli, La Corse dans l'Antiquité et dans le haut Moyen Âge (1907).
  • Pierre Poggioli, auteur de plusieurs livres sur l'histoire contemporaine corse et le nationalisme.
  • Angelo Rinaldi
  • Jean-Claude Rogliano
  • Dominique Sampieri, auteur de Les Châtaigniers de Bocognano, La Faux et le fusil
  • Jeanne-Hélène Sampieri, auteur de À propos d'Ajaccio…
  • Jean-Pierre Santini
  • Petr'Anto Scolca
  • Marie Susini
  • Jean Venturini poète français d'origine corse[[91]
  • Gilles Zerlini, auteur de Mauvaises nouvelles (2012), Chutes (2016), Sainte Julie de Corse et autres nouvelles (2019).
  • Michel Zévaco, auteur de romans de cape et d'épée dont la série des Pardaillan.

Écrivains en langue corse[[modifier | modifier le code]

Écrivains en langue italienne[[modifier | modifier le code]

Il existe des écrivains en langue corse, notamment depuis le XIXe siècle, alors que jusqu'alors il avait plutôt existé une littérature corse en italien très importante. L'italien en Corse comme dans les autres régions italiennes était la langue écrite par les lettrés et cela jusqu'à la conquête française.

Écrivains en langue corse et en français[[modifier | modifier le code]

  • Prete Gentili (Anghjulu-stefanu), de Calacuccia (avec Pascura, un recueil de contes et proverbes)
  • Marta Renucci Cristofini
  • Antoine Trojani, d'Asco, a écrit de nombreux livres en corse et en français dont une histoire du « Sage d'Asco ».
  • Pierre Rossi

Poètes[[modifier | modifier le code]

Écrivains non corses ayant écrit à propos de la Corse[[modifier | modifier le code]

Christianisme[[modifier | modifier le code]

La religion dominante de la Corse est le catholicisme où 91,7 % des habitants se déclarent catholiques. Le diocèse d'Ajaccio comprenait en 2015, 434 paroisses, et 71 prêtres[[92].

Un pèlerinage important a lieu, à chaque 8 septembre, à Notre-Dame de Pancheraccia[[93] où la Vierge Marie apparut à une enfant perdue et assoiffée au XVIIIe siècle.

À l'instar des gardes suisses, il exista aussi une Garde corse pour le Vatican. De nos jours, la liturgie est célébrée en français bien que des offices y soient aussi menés ponctuellement en latin ; en outre, la réalisation d'un missel en corse est à l'étude. Plusieurs archiconfréries contribuent aussi à la vie catholique de l'île. Sainte Dévote est la sainte patronne de l'île.

Croyances et superstitions[[modifier | modifier le code]

Les croyances populaires en Corse sont encore aujourd'hui très largement imprégnée de cultures et coutumes païennes, probablement héritières de cultes antérieurs au christianisme. La pratique de l'Ochju (rituel consistant à chasser le mauvais œil), et le mazzérisme en sont les exemples les plus célèbres.

Le mazzérisme[[modifier | modifier le code]

Le mazzérisme est un don hypothétique de prophétie funèbre exercé la nuit par des individus pendant la période des rêves. Au cours de cette activité, le mazzeru part chasser et tuer des animaux. On le surnomme « le Chasseur d'âmes » ou encore « le Messager de la Mort ». Certains auteurs estiment que le mazzérisme est une invention de romanciers et n'a jamais existé en Corse[[94].

Les jours des morts[[modifier | modifier le code]

Le 1er novembre sont célébrés « I Santi » (Les Saints), jour de recueillement où les cimetières s’animent vivement afin d'honorer les ancêtres et d'établir un contact avec les morts. Pour repousser les ténèbres et ouvrir la voie aux défunts, on recouvre les tombes de fleurs et de bougies.

Pendant la nuit de la Toussaint, on sonne les cloches pour réveiller les morts ; ceux-ci sont alors supposés revenir là où ils ont vécu. La coutume veut qu’on ajoute un couvert pour le défunt et qu'avant d'aller dormir, on pose sur la table ou au rebord de la fenêtre, un pain et de l’eau, ou bien du lait et des châtaignes. À Bonifacio, on laisse en offrande le célèbre « Pane di i morti » (Pain des Morts). La négligence de ces rituels déclencherait la colère des défunts, qui en conséquence perturberaient allègrement les familles en provoquant une tourmente nommée « a timpesta di i morti » (la tempête des morts).

Franc-maçonnerie[[modifier | modifier le code]

Les plus anciennes loges de Corse datent de 1902 (l'Étoile de Cyrnos), puis de 1903 (l'Émancipation Ajaccienne). Au début de la seconde guerre mondiale la franc-maçonnerie a pratiquement disparu de Corse. À partir des années 1970, elle reprend force et vigueur.[réf. nécessaire] Dans une interview donnée à un magazine local, René Lotta, un haut dignitaire de la Grande Loge nationale française (GLNF) affirme même qu'un Corse sur 100 serait franc-maçon[[95].

La Corse fait partie des 75 régions, villes ou territoires dans le monde à disposer de son propre domaine de premier niveau.
.corsica est une extension internet (au même titre que .fr, ou .com) qui s’adresse aux institutions, entreprises, associations et personnes souhaitant mettre en avant leur attachement à la Corse dans leurs communications sur internet. L'extension .corsica peut être utilisée pour leur site web et leur adresse électronique. Cette extension internet est commercialisée depuis septembre 2015.
En France, seules quatre régions ou territoires ont obtenu de l'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), l'organisme de régulation mondiale, la possibilité d'exploiter leur propre extension internet : la Corse (.corsica), la Bretagne (.bzh), l'Alsace (.alsace) et Paris (.paris).

La gastronomie corse est étroitement liée aux principaux produits du terroir : la culture des oliviers, de la vigne, de la châtaigne et des agrumes, la charcuterie de porc, le lait et le fromage de brebis, comme celui de chèvre.

C'est traditionnellement une cuisine de montagnards même si les produits de la pêche sont devenus plus importants, essentiellement grâce à la disparition du paludisme des côtes et à la tradition corse d'ostréiculture et de mytiliculture héritée des Romains.

Il existe en Corse deux types d'huiles d'olive. L'une est plus verte ; elle est produite en décembre et janvier, à partir d'oliviers jeunes et d'olives en début de maturation. L'autre est une huile jaune, propre à la culture corse ; elle est faite à partir des olives ramassées sous des arbres centenaires vers le mois de mai.

Objets publicitaires pour le "Cap Corse Mattei".

Parmi les spécialités, il faut noter :

  • les boissons alcoolisées, dont :
    • le Cap Corse, qui est un apéritif à base de vin et d'une plante médicinale, le quinquina. Les marques les plus connues sont le Cap Corse Mattei et le Cap Corse Damiani
    • le Pastis Dami ;
    • les digestifs : eau de vie, liqueur de myrte, de châtaigne, de cédrat, d'arbouse, etc.
    • la bière corse à la châtaigne : la Pietra ;
    • le whisky corse P&M ;
    • les vins rouges ou blancs regroupés sous la dénomination vin de Corse (AOC) ;
  • la charcuterie corse : le prisuttu, la coppa, le lonzu, le figatellu, la salciccia, u salamu ;
  • les fromages corses : le Bastilicacciu, le Calinzanincu, le Niulincu, le Sartinesu, le Venachese, la tomme corse ;
  • le brocciu, fromage frais de brebis ;
  • les beignets (fritelli dans le Nord de l'île, friteddi dans le Sud) de brocciu (fromage de lait caillé de brebis) ;
  • le migliacciu, préparation salée à base de fromage de chèvre ou de brebis ;
  • les sardines à la bastiaise ;
  • la pulenda, une polenta de farine de châtaigne ;
  • les nicci, crêpes à base de farine de châtaigne ;
  • le cabri en sauce (avec sa polenta de farine de châtaigne) ;
  • le civet de sanglier ;
  • les canistrelli, biscuits parfumés au citron, à l'anis, à la châtaigne, à l'amande, au vin, ou nature ;
  • les oliose, biscuits à l'huile d'olive (Balagne)
  • la tourte de farine de châtaigne, les falculelle, le fiadone ou le pastizzu, les crustulle ;
  • le pestu : sauce au basilic se mariant avec divers ingrédients selon les régions de Corse ;
  • l'anciulata est un chausson rectangle de pâte brisée fourré au confit d'oignons poivré
  • les aubergines farcies : demi-aubergines farcies de viande hachée et d'ail, gratinées au four et servies avec une sauce tomate et basilic, aubergines à la bonifacienne.
  • les miels AOC de Corse.

Au temps des Romains, « les Corses se nourrissent principalement de lait, de viande et de miel. Nous sommes dans un pays de simple culture… Le miel corse que les matrones romaines utilisaient pour faire disparaître les taches de rousseur devait être fourni, au lieu et place de la monnaie, pour le paiement des impôts »[[2].

  • Le football est un sport populaire et très bien représenté en ligue professionnelle par rapport au poids démographique et économique de l'île. Pour la saison 2020-2021, le club de l'AC Ajaccio est le porte-drapeau du football corse, évoluant en Ligue 2. C'est le premier club corse à avoir joué en Ligue 1 (1967) et le seul club à avoir réalisé cinq podiums dans un championnat professionnel (1967, 2002, 2011, 2018 et 2020). En National, évolue le club du SC Bastia, club le plus titré de l'île (Coupe de France en 1981 et une finale de Coupe UEFA en 1978). Le FC Bastia-Borgo évolue également en National. Le GFC Ajaccio évolue en National 2 lors de la saison 2020-2021. La principale rivalité sur l'île oppose le SCB à l'ACA, les deux clubs ayant un long passé en Ligue 1 (20 derbys en L1 entre les deux équipes). En National 3 enfin, nous retrouvons la réserve professionnelle de l'ACA, ainsi que Corte, Furiani et le Gallia Lucciana.
  • En rugby à XV, un club (SC Bastia XV) évoluait en championnat national de fédérale 1 mais des raisons financières les ont relégués en fédérale3. Les autres clubs sont situés en Balagne (le CRAB XV Lumio), à Bastia (Bastia XV, Casinca XV), à Lucciana (RC Lucciana), Porto-Vecchio (ASPV XV et RCOPV XV) Ajaccio (RCA), à Ventiseri, à Propriano (Alta-Rocca XV) et à Corte. Henry Savary occupe actuellement le siège de président, André Giammarchi le poste de vice-président et Fabrice Orsini est secrétaire général. Le comité régional présente au niveau national des sélections corses dans toutes les catégories de jeunes, ainsi qu'en féminines.
  • En handball masculin, le GFC Ajaccio Handball évolue en Nationale 2 et le club du HB Corte en Nationale 3. En handball féminin, le Handball Ajaccio Club évolue en Nationale 2.
  • En volley-ball, le GFC Ajaccio accède en 2007 à la PRO A ; vainqueur de la Coupe de France en 2016 et 2017.
  • En basket-ball masculin, l'Étoile Filante Olympique de Bastia évolua en Nationale 4 de 1995 à 2002, année d'accession en Nationale 3, où il restera jusqu'en 2005. Le club de Vescovato passa plusieurs saisons dans les championnats nationaux, sa dernière saison fut celle de 2012-2013. En basket-ball féminin, Furiani Basket Club, évolue en Nationale 3.
  • En compétition automobile, le Tour de Corse est un des plus grands rendez-vous des rallyes sur asphalte. De plus, les pilotes corses sont réputés rapides à l'image d'Yves Loubet, Pierre Orsini (Pierrot) triple vainqueur du Tour de Corse, Patrick Bernardini ou encore Paulu-Battistu Halter.
  • Il y a aussi 4 stations de ski sur l'île : Asco-Stagnu, le Val d'Ese, le col de Vergio et Ghisoni-Capanelle.
  • L'absence de grandes vagues due au fait que la Corse se situe en Méditerranée, ainsi que le vent fort et régulier en fait un lieu idéal pour la pratique de la voile comme la planche à voile et le kitesurf. La baie de Figari s'est imposée comme un spot incontournable de l'île dans ce domaine.
  • En voile, le Festival Nautic & Music regroupe plusieurs compétitions nautiques. Le Tour de Corse à la voile en équipage rassemble plusieurs dizaines de bateaux à la mi-octobre. Le Club de Voile de Bonifacio organise la régate de catamarans de sport lors du Raid des bouches de Bonifacio. Il organise également le Défi Inter-Iles (mi-septembre), compétition de windsurf entre la Corse et la Sardaigne.
  • En cyclisme, il existe un Tour de Corse cycliste. À noter que le tour de France 2013 est parti de Corse pour la première fois.
  • En futsal, la Corse est présente depuis 2008 au sein de l'Union nationale des clubs de futsal (UNCFs), deux de ses clubs (Bastia Agglo Futsal et l'USJ Furiani Futsal) sont présents dans les championnats nationaux pour la saison 2018-2019, la ligue corse a un club européen après sa troisième année d'existence. Il y a plus de 15 clubs en 2009, et 300 licenciés.
  • Sentier de grande randonnée 20.

Sportifs professionnels[[modifier | modifier le code]

  • Morhad Amdouni, né à Porto-Vecchio
  • Chahir Belghazouani, né à Porto-Vecchio
  • Chaouki Ben Saada, né à Bastia
  • Pascal Berenguer, originaire de Corte
  • Rémy Cabella, né à Ajaccio
  • Yannick Cahuzac, né à Ajaccio
  • Laurent Casanova, né à Bastia
  • Johan Cavalli, né à Ajaccio
  • Gilles Cioni, né à Bastia
  • Dominique Colonna, né à Corte
  • Gary Coulibaly, né à Bastia
  • Jean-Marie De Zerbi, né à Bastia
  • Karim El Hany, né à Sartène
  • Laurent Emmanuelli, de Vescovato
  • Jean-François Exiga, né à Ajaccio
  • Mathieu Flamini, originaire de Guagno
  • Georges Franceschetti, né à Bastia
  • Ludovic Giuly, originaire de Zalana
  • Priscilla Gneto, née à Porto-Vecchio
  • Wahbi Khazri, né à Ajaccio
  • Jean-Louis Leca, né à Bastia
  • Cécile Lignot, né à Bastia
  • Anthony Lippini, né à Bastia
  • Grégory Lorenzi, né à Bastia
  • Vincent Marchetti, né à Ajaccio
  • Paul Marchioni, né à Corte
  • Jean Marcialis, né à Ajaccio
  • Pierre Mignoni, de Vescovato
  • François Modesto, né à Bastia
  • Pascal Olmeta, né à Bastia
  • Charles Orlanducci, de Vescovato
  • Julian Palmieri, originaire d'Omessa
  • Olivier Pantaloni, né à Bastia
  • Claude Papi, né à Porto-Vecchio
  • José Pasqualetti, né à Bastia
  • Nicolas Penneteau, originaire de Porto-Vecchio
  • Jean-Baptiste Pierazzi, né à Ajaccio
  • Louis Poggi, né à Bastia
  • Adil Rami, né à Bastia
  • Bruno Rodriguez, né à Bastia
  • Etienne Sansonetti, né à Marseille
  • Paul Sinibaldi, né à Montemaggiore
  • Paul Squaglia, né à Bastia
  • Sébastien Squillaci, originaire de Ghisonaccia
  • Jean-Claude Tosi, né à Bastia
  • Matteo Tramoni, né à Ajaccio

Notes[[modifier | modifier le code]

  1. Le nom grec de la Corse dans l'Antiquité étant Κυρνός ou Κυρνή : « Kurnos » ou « Kurnè ». Lire Corsica Classa et Non, les Grecs ne l'appelaient pas Kallisté d'Olivier Jehasse.
  2. Formées principalement de mercenaires barbares, notamment hérules et huns.
  3. Sur la borne de la Terre sacrée érigée en 1936 sur la plage de Vignola – route des Sanguinaires à Ajaccio, il est indiqué 48 000 morts corses.
  4. Le mot « fromage » vient du latin « caseus formaticus » ; le français et l'italien avec fromage et formaggio ont utilisé la deuxième partie du mot ; d'autres langues ont utilisé la première : queso en espagnol, queijo en portugais, cheese en anglais, Käse en allemand.

Références[[modifier | modifier le code]

  1. a b et c [1] Colonna De Cesari-Rocca et Louis Villat in Histoire de Corse – Ancienne librairie Furne Boivin & Cie, Éditeurs, 5 rue Palatine Paris VIe 1916.
  2. a b c d e et f [2] Xavier Poli in La Corse dans l'Antiquité et dans le Haut Moyen Âge Librairie Albert Fontemoing Paris 1907.
  3. Phocide, 1. X, c. VII, §8 ; éd. Didot-Dindorf. Deinceps sûnt insulte Gymnesiœ ; prope lias Busus ac potentissima Sardinia et amabilis in mari Cyrnus, quam quidem indigense homines Corsicam appellant ; silvis autem tantum quantum illa abunat nulla. Dyonisii, Orbis descriptio, v. 457-460. (en note de bas de page).
  4. Camille De Friess-Colonna : L'Univers ou Histoire et Description de tous les Peuples – Histoire de la Corse depuis les temps les plus anciens jusqu'à nos jours in Île de Sardaigne par M. le chevalier G. de Gregory – Paris Firmin Didot Frères, Éditeurs 1839.
  5. (notice BnF no bpt6k30772c).
  6. Lucien Auguste Letteron in Histoire de la Corse Tome I, Bulletin de la Société des sciences historiques & naturelles de la Corse – Imprimerie et Librairie Veuve Eugène Ollagnier – Bastia, 1888.
  7. Cartes tirées de Durand, B., L. Jolivet, F. Horváth, and M. Séranne, The Mediterranean Basins : Tertiary extension within the Alpine Orogen, vol. Special Publication 156, The Geological Society, London, 1999.
  8. a et b Géologie de la mer Méditerranée: origine des bassins, sur le site paleopolis.rediris.es.
  9. Ouverture de la Méditerranée occidentale, sur le site pedagogie.ac-montpellier.fr.
  10. Ettori f et alii, Corse, éd Bonneton, 1992.
  11. Présentation de la Corse sur e-voyageur.com.
  12. [PDF] J. Chiorboli, Ciurrata di la lingua gadduresa, p. 136.
  13. Pascal Marchetti, L'usu corsu, Ed. Alain Piazzola.
  14. Bilan 2006 des incendies sur l'ensemble de la région corse – Office de l'Environnement de la Corse [PDF].
  15. La pollution des boues rouges en Corse, , Institut national de l'audiovisuel.
  16. Site de l'Office de l'environnement de la Corse.
  17. La Corse adopte son schéma de gestion des eaux pour 2016-2021, Actu-Environnement, .
  18. Marie Privé, « Au large de la Corse, des déchets plastiques ont formé une île de plusieurs dizaines de kilomètres », sur Geo.fr, (consulté le 24 mai 2019)
  19. La rédaction, « Pollution aux hydrocarbures en Corse : plusieurs plages restent fermées », sur Corse Net Infos – Pure player corse (consulté le 17 juin 2021)
  20. Strabon, Géographie, V, II, 7.
  21. Olivier Jehasse, Corsica classica : la Corse dans les textes antiques du VIIe siècle av. J.-C. au Xe siècle de notre ère, La Marge, 1986, p. 54.
  22. Dictionnaire encyclopédique du christianisme, V. 1, Paris, Cerf, 1990, p. 1103.
  23. Pierre Da Passano, Histoire de l'annexion de la Corse, cf. 3. « La société corse au début du deuxième millénaire », Horvath (Le Coteau), 1990.
  24. René Sédillot, La Grande aventure des Corses, Fayard, 1969, p. 46 (« Quand les Lombards importent la vendetta »).
  25. Hans-Erich Stier (dir.), « Grosser Atlas zur Weltgeschichte », Westermann 1985, (ISBN 3-14-100919-8), p. 49, 54, 57.
  26. Jean-Baptiste-Pierre Jullien de Courcelles, Histoire généalogique et héraldique des pairs de France : des grands dignitaires de la couronne, des principales familles nobles du royaume et des maisons princières de l'Europe, précédée de la généalogie de la maison de France, chez Arthus Bertrand, Paris, 1824, tome 3, Famille d'Adhémar, page 3 (lire en ligne)
  27. (en)Medieval Lands : Conti di Genova
  28. Delvert J. : L'Expansion des moustiques Anopheles dans le bassin méditerranéen (VeIXe siècles) et ses conséquences démographiques et économiques, ORSTOM, 1987.
  29. Philippe Pergola de l'Institut pontifical d'archéologie chrétienne (de) à Rome in Archéologie et Société – Cervioni, août 1979.
  30. Prosper Mérimée,Notes d'un voyage en Corse – Imprimerie de H. Fournier et comp., 14 bis rue de Seine Paris 1840 p. 9.
  31. Lucien Auguste Letteron in Histoire de la Corse Tome I, Bulletin de la Société des sciences historiques & naturelles de la Corse – Imprimerie et Librairie Veuve Eugène Ollagnier – Bastia, 1888 – Note de bas de p. 143.
  32. a et b « Il est possible que le prélat cède à son tour une partie de ses droits au marquis Ugo en 1095. – Daniel Istria in Pouvoirs et fortifications dans le nord de la Corse : du XIe siècle au XIVe siècle, Éditions Alain Piazzola, Ajaccio 2005. ».
  33. a et b Bull. de la Société des Sciences historiques et naturelles de la Corse 1884 – Serment de fidélité prêté par divers personnages corses… .
  34. a b et c Marc' Antonio Ceccaldi in Histoire de la Corse, Chronique, traduction de l'Abbé Letteron – Tome II, p. 4.
  35. Les origines du drapeau corse U Ribombu.
  36. La grande révolte des Corses contre Gênes (1729-1769) Chronologie recueillie par Antoine-Dominique Monti ADECEC 1979
  37. Paul Louis Albertini et Joseph Marinetti, Corse, Éditions G. L. D., , p. 221
  38. [3]
  39. [4] L'Histoire de la Corse par les dates.
  40. « De RIVIÈRE, (Charles-François marquis, puis duc) », dans Jean-Baptiste-Pierre Jullien de Courcelles, Histoire généalogique et héraldique des pairs de France : des grands dignitaires de la couronne, des principales familles nobles du royaume et des maisons princières de l'Europe, précédée de la généalogie de la maison de France, vol. 12 vol., 1822-1833 [[détail de l’édition] Histoire généalogique et héraldique des pairs de France, des grands, vol. VIII, , 378 p. (lire en ligne), p. 181-184.
  41. Jacques Olivier Boudon, Les Bonaparte : regards sur la France impériale. La Documentation photographique, dossier 8073, janvier-février 2010, p. 11 (carte de Gilles Pécout).
  42. Le français et les langues historiques de la France, par Hervé Abalain, Éditions Jean-Paul Gisserot, page 113, (ISBN 2877478815).
  43. « Le Gouvernail à Bonifacio », sur Office de tourisme de Bonifacio (consulté le 19 juin 2021)
  44. Assemblée nationale, « Constitution Du 4 octobre 1958 » [PDF], sur archives.assemblee-nationale.fr, (consulté le 1er mai 2018).
  45. « Je veux qu'à travers ma réponse, chacun, là-bas, sache que le Gouvernement connaît l'histoire, sait la souffrance de cette terre, et notamment que, pendant la guerre de 1914-1918, à la différence de la Seconde Guerre mondiale, les critères de mobilisation n'étaient pas les mêmes sur tout le territoire : la Corse fut la seule à voir mobiliser jusqu'aux pères de six enfants. Elle y a perdu, par millier d'habitants, deux fois plus de ses fils que n'importe quel département de la France continentale, et elle ne s'en est pas remise du point de vue de l'activité agricole. »[[44].
  46. Jean-Paul Pellegrinetti et Georges Ravis-Giordani, Les monuments aux morts de la Première Guerre mondiale en Corse, Cahiers de la Méditerranée, 81-2010, p. 239-251.
  47. Sébastien Pisani, « Ajaccio La Corse en première ligne a payé un lourd tribut à la Grande Guerre », Corse-Matin, (consulté le 1er mai 2018).
  48. Medias libres, Discours de Gaulle, octobre 1943..
  49. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z et aa Nadine Salkazanov et Alain Viénot, « La Corse en mutation », Économie et statistique, 1980 [5]
  50. https://www.corsematin.com/article/assemblee-de-corse/la-coofficialite-de-la-langue-votee-par-lassemblee-de-corse.994161.html.
  51. https://www.corsematin.com/article/france/lassemblee-de-corse-pour-inscrire-lile-dans-la-constitution.1158002.html.
  52. https://www.corsematin.com/article/derniere-minute/corse-il-faudra-resider-depuis-au-moins-cinq-ans-pour-devenir-proprietaire.1356246.html.
  53. « Le "chiche" de Bernard Cazeneuve à la Corse », sur Francebleu.fr, (consulté le 16 juillet 2020).
  54. https://www.corsematin.com/article/derniere-minute/le-flnc-corse-annonce-labandon-de-la-lutte-armee.1428059.html.
  55. « Gilles Simeoni appelle à "un véritable dialogue" avec Paris », sur RTL.fr (consulté le 16 juillet 2020).
  56. a et b « Parti communiste corse : un siècle de lutte », sur France 3 Corse ViaStella,
  57. Décret no 70-18 du 9 janvier 1970 modifiant le décret no 60-516 du 2 juin 1960 portant harmonisation des circonscriptions administratives, JORF no 8 du 10 janvier 1970, p. 395-6, sur Légifrance.
  58. Loi no 75-356 du 25 mai 1975 portant réorganisation de la Corse, JORF no 113 du 16 mai 1975, p. 4947-9, sur Légifrance.
  59. Insee, La Corse en bref – Population, 2009.
  60. Insee, résumé statistique pour la Corse, 2012.
  61. Région : Corse – 94 IMG1B – Les immigrés par sexe, âge et pays de naissance, Insee 2009,.
  62. Insee, Données détaillées des statistiques d'état civil sur les naissances en 2011, 2012.
  63. Insee, Enfants nés vivants suivant le pays de naissance du père par département et région de domicile de la mère, 2012.
  64. Étrangers/Immigrés en 2015 – Région de Corse : Population immigrée par sexe, âge et pays de naissance en 2015, sur insee.fr (consulté le 16 janvier 2019).
  65. Étrangers/Immigrés en 2015 – Région de Corse : Population par sexe, âge et situation quant à l'immigration en 2015, sur insee.fr (consulté le 16 janvier 2019).
  66. a et b « En Corse, le mal larvé de la pauvreté », Le Monde,‎ (lire en ligne)
  67. « Race laitière Corse », sur http://www.races-montagnes.com, CORAM – Collectif des Races des Massifs (consulté le 16 juillet 2012).
  68. UPRA Brebis Corse, « Etude de la race ovine: Corse », sur www.brg.prd.f, Bureau des ressources génétiques, (consulté le 16 juillet 2012).
  69. « Evolution de la répartition de la population en Corse »,
  70. CTC, « Tourisme : stratégies et lignes d'actions », sur Collectivité Territoriale de Corse, (consulté le 18 décembre).
  71. corse Incentive, « DMC en Corse », sur Corse Incentive, (consulté le 18 décembre).
  72. AFP, « Tourisme : Le tourisme agroalimentaire en plein boom », sur Corse Matin, (consulté le 18 décembre).
  73. Marianne no 678, page 25.
  74. GEO no 381, novembre 2010, p. 14.
  75. « Chute du nombre d'homicides en France »(Archive • Wikiwix • Archive.is • Google • Que faire ?), sur Franceinfo, (consulté le 1er mai 2018).
  76. 28 homicides et 17 tentatives d'homicide ont été recensés en Corse, ce qui fait passer la Corse devant la Sicile en nombre de crimes de sang, sur le site questions.assemblee-nationale.fr, .
  77. https://www.lejdd.fr/Societe/Faits-divers/Corse-la-region-la-plus-sanglante-d-Europe-489552-3223847
  78. https://www.liberation.fr/france/2017/12/10/le-grand-banditisme-corse-rattrape-par-ses-vieux-demons_1615763
  79. https://www.cairn.info/revue-pouvoirs-2010-1-page-91.htm
  80. Vanessa, « Inauguration de la grande traversée cycliste "A Traversata Maiò »,
  81. Vers l'officialisation de la langue corse, sur le site lesechos.fr du 29 juillet 2011.
  82. « L'Académie française ne veut pas des langues régionales dans la Constitution », sur Lemonde.fr, .
  83. « LES NOMS DE FAMILLE CORSES EXISTENT-ILS? », sur Blogspot.fr (consulté le 16 juillet 2020).
  84. Cinéfeed, Box Office 2009.
  85. 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze.
  86. article I Tercani de Magà Ettori – Magazine Corsica, décembre 2011.
  87. Conseil Économique Social et Culturel Corse.
  88. Site officiel de l'Institut Régional du Cinéma et de l'Audiovisuel (IRCA).
  89. Les Rencontres du Cinéma corse Néo Contemporain.
  90. Le Cinéma Corse Néo Contemporain pour la première fois dans un festival international.
  91. Cf. l'article Jean-Bernard Venturini, dans Le Dictionnaire des Lettres françaises, (vol. 6: Le xxe siècle), Paris, LGF-Pochothèque, p. 1135.
  92. The Hierarchy of the Catholic Church. Current and historical information about its bishops and dioceses.
  93. France SAMPIERI, Marie, Reine de Corse, Éditions de Paris, 2012, 326 pages.
  94. Bernard Biancarelli et Christine Bonardi, De quelques monstres anthropologiques insulaires, Ethnologie Française no 3, 2008 (ISBN 978-2-13-056600-7).
  95. Antoine Albertini, « Un Corse sur 100 est franc-maçon », sur Corsica, (consulté le 23 juillet 2011).

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Bibliographie[[modifier | modifier le code]

Articles connexes[[modifier | modifier le code]

Liens externes[[modifier | modifier le code]